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Cultura e spettacoli | 22 febbraio 2024, 14:47

"Come smascherare le fake news". I ragazzi a lezione di "verità" dallo storico Barbero e dall'egittologo Greco

Dal 26 febbraio su Rai Gulp il programma "Oblò. Notizie da smacchiare"

"Come smascherare le fake news" con Alessandro Barbero e Christian Greco

"Come smascherare le fake news" con Alessandro Barbero e Christian Greco

Sensibilizzare il pubblico più giovane al tema della fake news, sempre più responsabili della disinformazione nel mondo contemporaneo. È l'obiettivo di "Oblò. Notizie da smacchiare", il nuovo programma prodotto da Scuola Holden in collaborazione con Rai Kids, in onda dal 26 febbraio tutti i giorni alle 18.05 su Rai Gulp.

Dieci puntate

Attraverso uno stile giocoso e accattivante, il programma cerca di educare i giovani spettatori sui metodi da utilizzare per poter verificare le fonti di queste notizie, in modo da risalire alla verità. In ognuna delle 10 puntate, insieme ai protagonisti Ginevra Rosso e Carlo Ponti, si affronta una fake news su un tema diverso: Storia, Attualità, Giornalismo, Scienza, Salute, Società, Clima, Arte, Nutrizione.

Gli ospiti

Nel corso degli episodi si alterneranno - tra gli altri - lo storico Alessandro Barbero, il climatologo Luca Mercalli ed il direttore del Museo Egizio Christian Greco. Il singolo personaggio, a partire dalla fake news da confutare, proverà a fornire gli strumenti per arrivare alla verità: ricerca su internet, indagine in archivio, consultazioni di giornali e interviste a persone informate.

"Musei e biblioteche luoghi del fact checking" 

"Il 26% degli italiani - ha osservato Greco - dice di andare una volta all'anno al museo. Non dobbiamo più essere autoreferenziali, ma stimolare e far tornare la curiosità". "I musei, gli archivi e le biblioteche - ha proseguito il direttore dell'Egizio- sono luoghi dove si può fare fact checking, ma non abbiamo ancora trovato il modo di comunicare questo".

"Noi abbiamo - ha osservato Barbara Bruschi, del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione - molto bisogno di programmi di questo tipo, che sottolineino come il sapere non sia qualcosa di vecchio, ma che può affascinare. Che permette di capire meglio e fare delle scelte". "Oggi - ha concluso la docente - abbiamo la necessità di riportare le persone al dubbio. "Oblò" spinge a farci delle domande, a fare in modo che le persone non abbiano risposte preconfezionate".

Cinzia Gatti

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