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Economia e lavoro | 22 febbraio 2024, 13:50

"Building happiness - Dove sta di casa la felicità?" Al via il percorso culturale della Fondazione per l'Architettura di Torino

Nel 2024 inizia un viaggio alla scoperta della connessione tra architettura e felicità

"Building happiness - Dove sta di casa la felicità?" Al via il percorso culturale della Fondazione per l'Architettura di Torino

La Fondazione per l'Architettura di Torino lancia un nuovo e appassionante percorso culturale per il 2024, volto a esplorare il binomio Architettura e Felicità, attraverso la stimolazione di un dialogo interdisciplinare e intergenerazionale che possa offrire nuove prospettive nella progettazione degli spazi urbani e domestici e invitando il pubblico a condividere idee ed esperienze.  

La relazione tra Architettura e Felicità è già stata indagata in passato, soprattutto attraverso lo sguardo di filosofi e scrittori (come Alain De Botton, “Architettura e Felicità, 2006”) e da antropologi (come Mar Augè, “La felicità ha un luogo? 2011”), la Fondazione inoltre riconosce il recente emergere di un approccio quantitativo da parte degli architetti nello sviluppo di "edifici felici", tutto ciò è stato di stimolo per proporre ed enfatizzare l'aspetto culturale della nuova indagine, che vuole sottolineare le dirette conseguenze dell'architettura sulla qualità della vita delle persone e sulla responsabilità sociale degli architetti. 

“Mi preme sottolineare - afferma Gabriella Gedda, Presidente della Fondazione per l'Architettura di Torino - tutto l’orgoglio e l’impegno che la Fondazione ha profuso nei confronti del progetto Building Happiness, che vede nell'architettura un valore sociale al servizio della comunità, anche attraverso la promozione del benessere dei cittadini. Crediamo infatti fermamente che la felicità sia un indicatore fondamentale per misurare la salute psico – fisica delle persone e anche per conferire vigore all'attrattività territoriale. Con il progetto Building Happiness vogliamo sensibilizzare la comunità degli architetti e di tutti i professionisti del settore, al fine di contribuire in modo tangibile alla realizzazione di un ambiente urbano che, oltre a soddisfare le necessità pratiche e funzionali, alimenti il benessere emotivo e spirituale dei suoi abitanti” 

Per iniziare questo viaggio esplorativo la Fondazione sceglie di porsi una domanda sfidante, tanto diffusa quanto necessaria, che rivolge non soltanto agli architetti, ma a tutta la comunità: “Dove sta di casa la felicità?”. Building Happiness intende provare a dare una o più risposte a questa domanda. 

Il cuore di tutta la programmazione sarà la Masterclass che indagherà la relazione tra spazi costruiti e felicità grazie ai contributi di docenti esperti e multidisciplinari. Il programma della Masterclass mette insieme architettura e neuroscienze, principi di innovazione e impatto sociale, casi studio internazionali e la lezione di grandi maestri italiani, le esperienze legate a differenti scale territoriali (città, quartiere, condominio, interior design) e la lezione che può venire dalla lettura di big data e aspettative sul futuro. 

“Uno dei principali risultati della Masterclass – sottolinea Eleonora Gerbotto, Direttrice della Fondazione per l’Architettura di Torino - sarà la realizzazione del “Building Happiness Book”, un libro d’istruzioni per la progettazione felice. Un documento di sintesi dei risultati, ma soprattutto uno strumento pratico e accessibile, che sarà pubblicato e reso disponibile per progettisti, architetti, studiosi e stakeholder. Auspichiamo – continua Gerbotto - che possa diventare uno strumento utile per contribuire in modo significativo alla creazione di luoghi urbani, case, uffici e spazi per la comunità felici.” 

Il percorso di Building Happiness si articolerà in una ventina di appuntamenti, il calendario comprende una Maratona corale e multidisciplinare di sei ore, durante la quale gli ospiti, molti giovanissimi, calcheranno il palcoscenico con la loro visione di felicità, incontri “Face to Face” con architetti, tour di luoghi felici, talk culturali con ospiti illustri, tra i quali uno in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, un Book Lab in collaborazione con il Circolo dei lettori di Torino e la realizzazione di una mostra fotografica in collaborazione con CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia. La Fondazione si impegna infine a coinvolgere le persone con l’invito a rispondere ad un questionario pubblico sulla percezione dello spazio intorno a loro. 

“Vorrei sottolineare – conclude Eleonora Gerbotto - il nostro impegno nel rendere protagonisti i giovani. Attraverso la Maratona, uno dei momenti salienti della programmazione, i giovani (architetti ma non solo) sono stati coinvolti attivamente perché abbiano l'opportunità di esprimersi su un tema così rilevante come la felicità.  Ritengo infatti importante mettersi in loro ascolto, ma ancor di più coinvolgerli, perché i giovani sono a tutti gli effetti il motore creativo per il futuro della nostra città”. 

comunicato stampa

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