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Economia e lavoro | 27 febbraio 2024, 19:49

Nichelino, apprensione per i 108 lavoratori della Delgrosso. Fiom: "Venerdì finiscono gli ammortizzatori sociali"

Storica e prestigiosa realtà dell'indotto automotive, è nota per la produzione di sistemi filtranti. Siviero: "Teniamo alta l'attenzione: non possiamo perdere un altro pezzo del tessuto produttivo"

presidio di lavoratori davanti ai cancelli di un'azienda

Apprensione da parte dei sindacati per i 108 lavoratori della Delgrosso

"Non possiamo permetterci di perdere un altro pezzo del tessuto produttivo torinese". Con queste parole Claudio Siviero, rappresentante della Fiom di Torino, lancia l'appello dei sindacati per dare un futuro ai 108 lavoratori della Delgrosso di Nichelino.

Tempi strettissimi

A preoccupare, infatti, è il calendario: venerdì, tra pochi giorni, andranno a esaurirsi gli ammortizzatori sociali e il futuro non permette di dormire sonni tranquilli. "In questo momento ci sono i contratti di solidarietà - spiega il sindacalista - ma anche nei mesi scorsi c'erano stati problemi e ritardi con alcuni pagamenti degli stipendi". Una situazione non nuova, insomma, ma che rischia di regalare evoluzioni altrettanto preoccupanti. "Stiamo parlando di un'azienda storica, specializzata in sistemi filtranti per l'auto, che in passato aveva commesse importanti da Stellantis, ma non solo - dice ancora Siviero - Adesso i lavoratori sono preoccupati, visto che si avvicina la fine degli ammortizzatori: ci chiedono che futuro avranno e come potranno fare".

La speranza è che, in qualche modo, si possa rilanciare. "Ma intanto noi terremo alta l'attenzione, perché non possiamo più permetterci di perdere salario e lavoro e pezzi importanti del tessuto manifatturiero di Torino. Ci sono persone, in questa situazione, ma anche le loro famiglie".

Verzola: "Domani incontro con azienda e sindacati"

L'assessore al Lavoro del Comune di Nichelino Fiodor Verzola prova a non vedere il buio in fondo al tunnel: "Abbiamo incontrato la proprietà il mese scorso e ci avevano rappresentato le difficoltà dell’azienda nel saldare stipendi e tredicesime, a causa della crisi globale per difficoltà di evadere le commesse in assenza delle materie prime di produzione legate anche alla crisi del comparto russo. Ma ci avevano dato ampie rassicurazioni circa la soluzione dell’empasse".

"Pensavamo che la cosa fosse rientrata e ci eravamo lasciati con loro, chiedendo di risentirci qualora fossero emerse altre problematiche. Ora vengo a sapere di questa mobilitazione degli operai, che ritengo assolutamente legittima - conclude Verzola - Domani sentiremo entrambe le parti, sia i sindacati che l’azienda, proponendo un tavolo di confronto per capire quali possano essere le soluzioni da mettere in campo per salvaguardare le famiglie".

Massimiliano Sciullo e Massimo De Marzi

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