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Cronaca | 02 marzo 2024, 07:46

Maxi-operazione antidroga: smantellata la banda che controllava lo spaccio a Barriera di Milano, Madonna di Campagna e Mirafiori

La Guardia di Finanza ha arrestato 6 persone per traffico di stupefacenti. Uno dei fermati operava tra il Piemonte e la Puglia. Emerse movimentazioni di hashish per almeno 160 kg, per un controvalore di 1,6 milioni di euro

Maxi-operazione antidroga: smantellata la banda che controllava lo spaccio a Barriera di Milano, Madonna di Campagna e Mirafiori

Importante operazione anti-droga della Guardia di Finanza di Torino che questa mattina ha arrestato 6 individui (5 in carcere e uno ai domiciliari), che controllavano il traffico di stupefacenti nei quartieri Barriera di Milano, Madonna di Campagna e Mirafiori.

Le accuse nei confronti delle sei persone arrestate sono la detenzione e il traffico di sostanze stupefacenti (principalmente hashish). Le indagini hanno richiesto complessi e articolati accertamenti di polizia giudiziaria, con intercettazioni telefoniche e ambientali ed estese attività di osservazione e pedinamento, che hanno fatto emergere diversi indizi sulle attività illecite dei sospettati.

Grazie a questa operazione è stata ricostruita l'intera attività di una compagine che aveva base logistica a Torino, ma che operava anche in alcuni comuni dell’hinterland (Borgaro, Collegno e Virle). Ingenti le quantità di narcotico movimentato dagli indagati: questo andava ad alimentare principalmente il mercato dello spaccio di Torino, in particolare dei quartieri cittadini dell’area nord (Barriera di Milano e Madonna di Campagna) e di Mirafiori (posto nella zona urbana meridionale).

Uno dei soggetti colpiti dal provvedimento era inoltre operativo a cavallo di più Regioni, curando i collegamenti per le forniture di stupefacente tra il Piemonte e la Puglia, in particolare l’area di Cerignola (FG), dove confluivano importanti quantitativi di narcotico.

Le investigazioni hanno fatto anche emergere che uno dei principali esponenti del sodalizio era caratterizzato da “movimenti” collocabili a latere di rilevanti dinamiche di criminalità organizzata, in particolare di matrice ‘ndranghetista.

Il gruppo criminale aveva una consolidata rete di approvvigionamento e distribuzione dello stupefacente, che andava dall’acquisto, allo stoccaggio fino alla sua commercializzazione. Gli indagati di Torino, in particolare, non solo si occupavano di acquistare ingenti quantità di sostanze stupefacenti da un’analoga compagine criminale gravitante nell’astigiano, i cui esponenti principali sono stati anch’essi colpiti dal provvedimento cautelare, ma erano soliti anche organizzare plurimi viaggi all’estero (in particolare in Spagna), allo scopo di reperire i migliori canali di approvvigionamento di narcotico.

Lo spessore e la caratura criminale della compagine investigata sono emersi, tra l’altro, dalle modalità con cui avvenivano le comunicazioni tra gli indagati, ossia tramite apparati cellulari di prima generazione, appositamente dedicati, oppure attraverso applicazioni che non utilizzano il traffico dati, per rendere più difficili le attività di intercettazione.

Nel corso delle indagini sono emerse movimentazioni di hashish per almeno 160 kg, con un controvalore “di mercato” al dettaglio di oltre 1,6 milioni di euro.

redazione

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