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Economia e lavoro | 05 marzo 2024, 12:09

Crisi Delgrosso, lavoratori sotto il Consiglio Regionale: "Vogliamo lavorare, gli ordini ci sono"

Sono 108 i dipendenti a rischio alla luce delle difficoltà dell'azienda automotive di Nichelino: "Ci sono problemi di liquidità, ma i clienti ci sarebbero: oltre 6 milioni di carnet"

Crisi Delgrosso, lavoratori in presidio sotto il Consiglio Regionale

Crisi Delgrosso, lavoratori in presidio sotto il Consiglio Regionale

"Vogliamo lavorare". La vertenza Delgrosso da Nichelino approda sotto le finestre di Palazzo Lascaris: oggi, in concomitanza con la riunione del Consiglio regionale, diverse decine di lavoratori dell'azienda alle porte di Torino si sono ritrovati per far sentire la loro voce.

Incontro in Consiglio Regionale

Appuntamento alle 13, in occasione della pausa dei lavori, per parlare con i rappresentanti dell'ente regionale e raccontare la vicenda di un'azienda dell'indotto automotive che, stretta dalle difficoltà economiche, rischia seriamente di chiudere i battenti.

E così, a rischio sono finiti gli oltre cento posti di lavoro di una realtà che fino a pochi anni fa era considerata un'eccellenza nella produzione dei sistemi di filtraggio per le automobili. Gli ammortizzatori sociali sono terminati nei giorni scorsi.

Il paradosso dei 6,2 milioni di ordini 

L'allarme era già risuonato con forza alcune settimane fa, con i ritardi nei pagamenti di alcuni stipendi e delle tredicesime. Ma nel giro di poco tempo la situazione è precipitata. Fino all'annuncio di una possibile apertura di procedura concorsuale nei prossimi giorni.

"È un problema di liquidità
- spiega Claudio Siviero, delegato Fiom Cgil - con 6,2 milioni di carnet ordini già in pancia, ma ormai non arrivano più i materiali perché i fornitori non consegnano più".

"Paradossalmente a ogni presidio che facciamo - dice Gianni Mannori, di Fiom - arrivano nuovi ordinativi per l'azienda. Chiediamo alle istituzioni di attivarsi perché qualcuno rilevi questa azienda, che evidentemente ha da lavorare".

"Gli ordinativi continuano ad arrivare anche in questi giorni", racconta uno dei lavoratori in protesta.

Il problema delle cessioni del quinto

Un altro problema, raccontano i lavoratori, riguarda cessioni del quinto: "che vengono trattenute dalle buste paga, ma non sono state versate alle finanziarie. E questo ha creato un problema ancora più grosso a chi già era in difficoltà, che si trovano a dover rispondere alle sollecitazioni di chi vuole riscuotere i debiti".

Ronde intorno allo stabilimento

Intanto i lavoratori si sono organizzati per fare le ronde intorno allo stabilimento, per controllare che nessun materiale e nessuna strumentazione venga portata via. "Finché non si risolve la situazione, non esce niente dalla fabbrica".

I Comuni vicini ai lavoratori

Molti dei Comuni del territorio dove vivono i lavoratori si stanno muovendo per capire con quale  modalità è possibile venire incontro a queste persone, in termini di pagamenti e spese varie.

Chiorino: "Garantire continuità occupazionale e ammortizzatori"

I lavoratori sono stati ricevuti dall’assessore al Lavoro della Regione Piemonte Elena Chiorino: "Ho ascoltato i lavoratori e rilevato la grave situazione relativa all’azienda, venendo a conoscenza di uno stato debitorio allarmante che certamente non può lasciare indifferenti", ha detto l'esponente della Giunta Cirio. Che alla luce della delicatezza della vicenda, ma anche l’attrattivitá di una realtà a cui commesse e ordini non mancano, si è detta disponibile ad approfondire la situazione “al fine di esplorare e attivare ogni possibile misura messa in campo dalla Regione Piemonte al fine di garantire la continuità occupazionale dei 108 lavoratori o, eventualmente, prevedere gli ammortizzatori sociali indispensabili per tutelare le famiglie delle persone coinvolte. Non lasceremo da soli i lavoratori”.

Massimiliano Sciullo

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