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Attualità | 21 aprile 2024, 13:59

‘L’Uomo del Sahara’ ha scelto Prali come punto di partenza della sua nuova avventura

Il suo viaggio, chiamato ‘Montagne di Seta’, inizierà dal Gran Queyron per arrivare fino al Pakistan

Fabrizio Rovella, ‘L’Uomo del Sahara’

Fabrizio Rovella, ‘L’Uomo del Sahara’

Ha tracciato una linea sulla carta geografica partendo dal Gran Queyron che domina Prali per arrivare fino al campo base del K2 in Pakistan: una cresta immaginaria composta dalle cime che incontrerà lungo la sua strada e su cui salirà. Questa è l’idea alla base di ‘Montagne di Seta il nuovo progetto di viaggio, esplorazione e impegno sociale di Fabrizio Rovella, pralino d’adozione. Torinese, indicato anche dai giornali e riviste del settore come ‘L’Uomo del Sahara’, oppure ‘Un ultrà nel Sahara’, visto che è cresciuto all’ombra dello stadio Filadelfia, è un esperto di viaggi d’avventura. Da marzo però ha portato i suoi 4.000 libri, tra cui molti sul Sahara e sulla Via della Seta, nella sua nuova casa a Ghigo. Lì trascorre il tempo quando non vive a Tamanrasset in Algeria, dove lo aspetta la moglie Dalila, e dove ha sede la sua agenzia di Viaggi SaharaMonAmour, e in Mauritania, tra Nouakchott e Atar, dove vive la sua ‘famiglia acquisita’.

“Viaggio ormai da trentacinque anni e da trenta trascorro la maggior parte dell’anno nel Sahara, dove accompagno i gruppi. Ma amo anche creare progetti che coniughino alpinismo ed avventura: questo è il caso di ‘Montagne di Seta’” spiega. Il suo obiettivo è partire per il viaggio tra fine maggio ed inizio giugno ma tutto dipenderà dal budget complessivo che riuscirà a raccogliere e dalle condizioni politiche dei paesi che dovrà attraversare. L’idea di collegare le ‘Montagne di Seta’ è nata da alcuni importanti anniversari storici e personali: “Quest’anno compio sessanta anni, ma si celebrano anche i settanta anni dalla conquista del K2, i settecento anni dalla partenza di Marco Polo lungo la sua ‘Via della Seta’, e gli 850 anni della nascita del movimento valdese. Anche per questo per me è importante iniziare il viaggio dal Gran Queyron”. Rovella presenterà il suo progetto giovedì 9 maggio, alle 21, al tempio valdese di Prali, dove racconterà le caratteristiche della sua avventura e saranno quattro le aziende che forniranno l’abbigliamento, l’attrezzatura tecnica e gli integratori, che testerà nel suo viaggio (Ferrino, Grivel, Big One Evolution e Tecso): “Sarà green, sostenibile e aiuterà a supportare le economie locali – annuncia –: userò solo saponi bio e pannelli solari grazie alla collaborazione del mio partner Solbian. Distribuirò farmaci, abbigliamento, giocattoli e cancelleria dove ce ne sarà bisogno e mi rifornirò solo di alimenti a chilometri zero”. Inoltre, ama spostarsi senza usare Gps, ma orientandosi solo grazie all’osservazione e alle cartine geografiche cartacee e sostiene che c’è molto ancora da esplorare, nonostante tutto il modo sia sotto gli occhi con Google Heart. Utilizzerà però i social, Facebook, Instagram, You Tube, e la sua newsletter da 23.000 contatti, per raccontare la sua avventura. E poi, tornerà di nuovo a Prali: “Amo questo posto dagli anni Ottanta, quando ci venivo a sciare, mi piaceva l’atmosfera. A quel tempo, altrove, la gente sulla neve indossava capi firmati, qui solo indumenti anonimi tuttavia sciava ‘da paura’ – ricorda –. L’amicizia con la guida Sandro Paschetto e l’appoggio che mi ha dato l’Hotel delle Alpi, poi, mi hanno spinto a spostarmi lasciando la casa di Torino, dopo la morte di mia madre. Nulla mi legava più alla città e l’accoglienza che ho ricevuto qui mi fa sentire già un pralino”. E fu proprio la mamma, Enrica Spanu, ma per tutti Myriam, ad avergli trasmesso la passione per il Sahara: “Nel periodo in cui era incinta di me s’innamorò del film Lawrence d’Arabia – sorride Rovella –, lo guardò per la prima volta a Torino e poi girò tutti i piccoli cinema dei paesi attorno alla città per rivederlo più volte”.

Elisa Rollino

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