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Economia e lavoro | 13 maggio 2024, 16:27

Mirafiori e gli altri: Fim spinge per chiudere il discorso sugli stabilimenti: "Ognuno si assuma la sua responsabilità"

Il coordinamento nazionale dei metalmeccanici Cisl sollecita il tavolo che finora ha discusso solo di Torino, Melfi e Atessa, per poi passare ai fatti concreti

tavares con lavoratori, Cirio e Lo Russo

Fim Cisl spinge perché si completino le analisi e i progetti sugli stabilimenti italiani

Un discorso era iniziato, analizzando anche i primi punti all'ordine del giorno (gli stabilimenti di Mirafiori, Atessa e Melfi), ma poi hanno preso il sopravvento le polemiche sugli incentivi, i botta e risposta sulla cassa integrazione e sugli impegni produttivi. E tutto si è bloccato, sul fronte Stellantis, complice anche la campagna elettorale che ha distratto le energie della politica.

Tutto alla moviola

Ma adesso dal mondo sindacale c'è chi richiama tutti al tavolo, per andare avanti e completare l'analisi, così da poter passare ai fatti. E' il coordinamento nazionale Fim-Cisl del Gruppo Stellantis, che nei giorni scorsi ha fatto il punto della situazione.
Una situazione di grave crisi, sia per il traumatico passaggio all'auto elettrica da gestire, sia per il calo delle vendite sui mercati internazionali (che ha zavorrato la domanda e quindi la necessità di produzione). Una condizione che, proprio a Torino, ha fatto calare il sipario per le Carrozzerie fino al mese di giugno, ma che si sta facendo sentire anche altrove.

 

Incentivi (o no?)

Di certo, influisce anche il ritardo sull'avvio degli incentivi (ma il Governo, per voce del ministro Adolfo Urso, ha specificato come questi cali dipendano dai mercati esteri, più che da quello italiano), ma è la complessiva impasse che ha caratterizzato il dialogo tra azienda, Governo e parti sociali a preoccupare i sindacati. "Riteniamo urgente concludere il confronto aperto in sede ministeriale necessario per definire l’accordo di sviluppo che vincoli Stellantis e Istituzioni del nostro Paese, a impegni precisi volto a portare i volumi produttivi degli stabilimenti italiani ad almeno 1 milione di veicoli, pari ad oltre il 40% delle attuali produzioni. Senza questo accordo, non ci sono le garanzie necessarie per poter invertire la situazione di difficoltà che sta attraversando Stellantis e il settore".

 

"Nel mese di marzo 2024, dopo alcuni giorni di confronto, si sono conclusi i lavori dei cinque tavoli tecnici composti da sindacati, Istituzioni, Stellantis e Anfia, presentando le proprie proposte utili per l’accordo (mercato incentivi, future evoluzioni, competitività, efficientamento, energia, componentistica, lavoro e competenze R&S e centri di ingegneria) - proseguono da Fim -. Nel mese di aprile 2024, come condiviso tra le parti, sono partiti gli incontri previsti per i vari stabilimenti e enti di Stellantis al fine di analizzare ed individuare le scelte necessarie per la crescita dei volumi produWvi. Si sono svolti gli incontri per Melfi, Torino e Atessa, mentre devono essere ancora previsti gli altri stabilimenti".

Ecco perché bisogna andare avanti e tirare le fila. "Le intese al tavolo ministeriale prevedevano che, conclusa la fase di approfondimento di tutti gli stabilimenti, si sarebbe dovuto aprire il confronto con il Governo, Stellantis ed Istituzioni per la stesura dell’accordo quadro di sviluppo con obiettivo di definire nuovi modelli e investimenti al fine di mettere in sicurezza l’occupazione e le prospettive degli impianti Stellantis, degli enti di ricerca e sviluppo e della componentistica dell’indotto automotive".

 

Completare il confronto e assumersi responsabilità

"Al fine di concretizzare l’azione che abbiamo messo in campo in questi mesi, è necessario che il Ministero completi il confronto previsto per tutti gli stabilimenti, convocando le parti senza perdere ulteriore tempo. Si aprirà così l’ultima fase dove nessuno potrà sottrarsi alle proprie responsabilità a partire dai vertici e dalla proprietà di Stellantis. Si dovranno definire impegni precisi con la relativa calendarizzazione di quanto concordato. Tutta l’energia e la forza che il sindacato e i lavoratori possono esprimere deve essere orientata a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati".

 

Massimiliano Sciullo

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