Attualità - 15 luglio 2025, 18:58

La spesa al mercato? Ora si fa anche online. Al via "Mercati Digitali" in Borgo Vittoria e Corso Cincinnato

Il progetto prenderà il via a settembre con due fasi pilota fino a dicembre: dal 2026 la spesa arriverà direttamente a casa

I mercati di quartiere guardano verso il futuro. A Borgo Vittoria e in corso Cincinnato prende il via "Mercati Digitali per il Commercio di Vicinato", un'iniziativa innovativa ideata per tutelare il piccolo commercio e renderlo competitivo nell'era delle piattaforme online e della grande distribuzione.

Al via da settembre

Il progetto prenderà il via a settembre con una fase di formazione digitale destinata sia agli ambulanti che ai clienti. L'obiettivo? Imparare a utilizzare la piattaforma e‑commerce che consentirà di acquistare direttamente dai banchi. Saranno infatti allestite postazioni itineranti nei due mercati, per mantenere una presenza costante e accompagnare questa trasformazione passo dopo passo.

A seguire, prenderà il via un periodo pilota fino a metà dicembre, durante il quale non sarà ancora disponibile la consegna a domicilio. Infatti, chi effettuerà ordini online potrà ritirare la spesa presso un punto di raccolta su appuntamento. Solo dopo la conclusione della sperimentazione e, di conseguenza, dell'utilizzo dei finanziamenti pubblici stanziati dalla Circoscrizione 5 – e in base ai dati emersi – il servizio sarà attivato a pieno regime: l'obiettivo è quello di coinvolgere almeno 20 operatori e attivare consegne capillari, a domicilio, in tutto il quartiere.

I promotori

L'iniziativa, promossa dalla Fondazione European Research Institute ETS in collaborazione con Mercato Itinerante Srl e con il supporto della Circoscrizione 5, mira così a introdurre nei mercati torinesi strumenti digitali accessibili e soluzioni logistiche a impatto zero.

"Questa idea parte già da Porta Palazzo. Ora abbiamo il compito di stimolare il mercato di vicinato anche nella Circoscrizione 5, a Borgo Vittoria e in corso Cincinnato – ha spiegato Forioso Iskender della Fondazione European Research Institute –. I mercati delle periferie sono in declino e manca un ricambio generazionale: le postazioni rimangono vuote a vantaggio dei grandi distributori. Questo progetto punta a favorire un contatto diretto, anche oltre l'orario tradizionale, per chi desidera comprare beni e prodotti alimentari, ma non solo, dai mercatali".

"Come ente decentrato vogliamo dare il nostro contributo per rilanciare i mercati rionali – ha dichiarato il coordinatore al Commercio della Circoscrizione 5, Alfredo Ballatore –. Basta guardarsi attorno per comprendere quanto siano sofferenti. Non abbiamo ottenuto fondi Pnrr per ristrutturarli, ma con risorse limitate possiamo comunque incentivare qualcosa di significativo. Ci auguriamo che il nostro impegno spinga le altre istituzioni a estendere l'iniziativa all'intera città".

"È un marketplace che garantisce visibilità agli ambulanti su tutto il territorio – ha spiegato Andrea Scalogna di Mercato Itinerante –. Il cliente può selezionare i prodotti da casa, effettuare un unico ordine da più banchi e farsi consegnare la spesa direttamente a domicilio. Non vogliamo scoraggiare l'acquisto in presenza, ma rispondere alle esigenze contemporanee”.

Il contributo delle associazioni di categoria 

Anche Confesercenti, il Goia e altre associazioni di categoria hanno accolto con favore l'iniziativa, evidenziando le criticità ma anche le opportunità del commercio rionale. "I mercati vivono un momento difficile, ma esistono ancora – ha osservato Michele Berrino di Confesercenti –. Ci sono nuovi bisogni e abitudini da affrontare. Gli orari escludono molti clienti, la digitalizzazione ha mutato le regole del gioco. Se alla qualità e freschezza dei prodotti aggiungiamo strumenti innovativi, possiamo davvero fare la differenza".

Per Edoardo Ramondo di Impact Hub, il progetto rappresenta un'opportunità preziosa per l'intera città e soprattutto per le nuove generazioni. "Oggi tracciamo un cambiamento importante – ha sottolineato –. Non dobbiamo temere i grandi marchi, ma il rischio che i clienti storici e i giovani smettano di frequentare il mercato. Sono proprio le nuove generazioni tra le prime a voler tornarci, e dobbiamo agevolare questo ritorno. È un'iniziativa nata dal basso che richiede il sostegno della pubblica amministrazione. Le circoscrizioni stanno facendo la loro parte, ma ora tocca anche al Comune e allo Stato”.

Il modello Barcellona

Il modello prende ispirazione da un progetto già realizzato con successo a Barcellona, dove oltre 36 aree mercatali sono state digitalizzate, favorendo un commercio sano, sostenibile e accessibile. E ora, oltre alla digitalizzazione, questo piano ambisce a rinnovare Torino, investendo in un commercio solidale per contrastare il progressivo svuotamento dei mercati rionali e scrivere una nuova pagina per il commercio di prossimità.