Viabilità e trasporti - 15 settembre 2025, 11:16

Primo Piano: Il caos di piazza Baldissera: "Servono più operai" [VIDEO]

Residenti, commercianti e politici sul caso del cantiere che trasformerà la rotonda in un incrocio semaforico, nel secondo episodio di Primo Piano

Ingorghi, code chilometriche, passanti che prendono il posto dei vigili urbani per fare passare un'ambulanza: piazza Baldissera continua a finire nei titoli dei giornali per l'imponente progetto di riqualificazione che vedrà nascere un incrocio semaforico a posto dell'attuale rotonda. PRIMO PIANO ha incontrato residenti, commercianti e politici locali per capire i problemi e le soluzioni dell'incrocio più trafficato di Torino.

Piazza Baldissera di trova nella zona nord, a cavallo tra i quartieri Aurora, Barriera di Milano e Borgo Vittoria e abbastanza vicina al centro: è collegata da corso Principe Oddone a piazza Statuto, vicina alla stazione di Porta Susa. Nello stesso punto si intersecano due vie e quattro corsi, tra cui corso Venezia che porta all'ingresso dell'autostrada per l'aeroporto di Caselle e verso lo svincolo per Milano.

La prima a intervenire è Carmela Ventra, consigliera del Gruppo misto di maggioranza della Circoscrizione 5, residente e commerciante del quartiere. "Può accadere che si blocchi tutto a qualsiasi ora, in qualsiasi giorno - ha raccontato -. Abbiamo chiesto anche con petizioni popolari più volte di rivalutare l'opzione del sottopasso che è sicuramente la cura. Il taglio della rotonda con la semaforizzazione è un palliativo rispetto alla soluzione, ci saranno comunque code".

La soluzione più condivisa sarebbe infatti un sotto passo che limiterebbe l'afflusso di auto nello stesso punto, ma è una soluzione ritenuta troppo costosa e per questo scartata a favore del più attuabile incrocio semaforico. "Il progetto nasce dalla giunta Chiamparino - ha spiegato Pierlucio Firrao, vice capogruppo in consiglio comunale di Torino Bellissima -. Poi la rotonda è stata fatta come temporanea ed è rimasta temporanea per 12 anni, e i fondi per il sottopasso sono stati utilizzati per altri progetti".

"Il sottopasso sarebbe stata la soluzione ottimale - ha aggiunto Giovanni Scolaro, presidente dell'Associazione dei commercianti di via Chiesa della Salute - ma non si può più fare per problemi di costi. Speriamo che l'incrocio semaforizzato porti a una situazione più normale".

"Bisogna velocizzare i lavori - ha concluso Firrao -, mettere più persone e fare più in fretta. Continuare a lavorare di sera, nei weekend: si poteva fare in due mesi e ci metteremo un anno e mezzo, sperando che tutto funzioni. Il progetto ha già accumulato due mesi di ritardo".

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