La scuola primaria “Giacomo Leopardi” di via delle Verbene, quartiere Vallette, è chiusa dal 1° novembre a causa di una persistente infestazione di roditori che, nonostante sette interventi di derattizzazione in poche settimane, continua a presentare segni evidenti. Una situazione che sta generando disagi crescenti per oltre 200 alunni e le loro famiglie e che ora approda ufficialmente in Sala Rossa.
Un mese di interventi senza soluzioni
La prima segnalazione risale al 23 ottobre, quando nel refettorio furono trovati escrementi di topo. Da lì sono seguiti interventi continui: due derattizzazioni effettuate dalla ditta di ristorazione il 24 e 28 ottobre e 5 ulteriori interventi disposti dal Comune nel mese di novembre, sopralluoghi quotidiani dei tecnici dell’Edilizia scolastica, controlli in aule, corridoi, palestra, biblioteca, refettorio e persino nel sottotetto. Ma la criticità non è stata ancora individuata. Gli escrementi ricompaiono, segno che l’ingresso dei roditori non è stato bloccato.
Alunni trasferiti
La direzione scolastica ha disposto lo spostamento delle classi verso due sedi differenti: la primaria Nino Costa di via Ambrosini e la Gianelli-Turoldo di via delle Magnolie.
Entrambe distano oltre un chilometro dalla scuola originaria. Una soluzione obbligata, ma che sta esasperando i genitori, soprattutto quelli con figli anche nella scuola dell’Infanzia che sorge accanto alla Leopardi.
“Serve trasparenza”
Il tema è entrato ufficialmente in Comune grazie a due atti: un question time del consigliere M5S Andrea Russi, che chiede di fare chiarezza sulle comunicazioni alle famiglie. "Interventi che riguardano l’igiene e la salubrità degli ambienti scolastici richiedono una gestione particolarmente attenta - così Russi -. Risulta pertanto necessario un chiarimento sul percorso comunicativo adottato nella gestione della vicenda. E quindi chiediamo di fornire un chiarimento e una spiegazione esaustiva su quali comunicazioni ufficiali siano state fornite alle famiglie riguardo agli interventi di derattizzazione effettuati presso il plesso , alla decisione di far consumare per settimane i pasti in aula e alle motivazioni che hanno successivamente portato allo spostamento degli alunni in altri plessi".
Presentata anche un’interpellanza da parte dal consigliere comunale della Lega, Giuseppe Catizone, che punta il dito sulla “mancanza di trasparenza” e sull’incertezza della riapertura.
Catizone evidenzia che, a tre settimane dalla chiusura, “non risultano comunicazioni ufficiali chiare e dettagliate su bonifiche, sanificazioni, stato dei lavori e tempistiche per il rientro”.
Gli alunni, al momento, stanno continuando regolarmente le lezioni, senza perdite didattiche. Ed è probabile che una data di rientro sarà fissata solo quando verrà individuata l’origine dell’infestazione. E di conseguenza completata la bonifica.










