Cultura e spettacoli - 29 novembre 2025, 12:50

Torino Film Festival 2025, Vincent Lindon: “Scopro Torino per la prima volta, ma adoro la libertà dell’Italia”

L’attore è riceve l’ultima Stella della Mole del 43esimo TFF e presenta il film “En guerre”: “Film attuale, il precariato purtroppo continuerà per molto tempo”

Vincent Lindon

Vincent Lindon

Non la conoscevo fino a ieri Torino, scopro questa città oggi” così Vincent Lindon. L’attore francese è l’ultima star a ricevere il premio Stella della Mole del 43° Torino Film Festival

Ho fatto un giro, questa mattina in piazza mi sono fermato a bere un bianco e ascoltare una violinista”, commenta Lindon che ieri sera ha presentato il docu-film di cui è protagonista “En guerre” di Stéphane Brizé: “Ieri è stata una serata straordinaria, En guerre è un film che amo moltissimo e che purtroppo è terribilmente d’attualità. Racconta di persone che sono precarie da anni, temo che questa situazione rimarrà a lungo”. 

Da anni frequenta l’Italia di cui apprezza la libertà: “Sono felice di essere qui, non lo dico per essere diplomatico, non diventerò un bugiardo alla mia età. Adoro gli italiani, adoro venire nel vostro Paese. Il solo mettere piede su suolo italiano è un piacere, c’è una leggerezza qui malgrado il mondo in cui viviamo. Ieri mi è successa una cosa divertente. Ero in albergo alla finestra al settimo piano, ho pensato fosse ovviamente bloccata, sono riuscito ad aprirla normalmente e ho pensato: voilà, gli italiani sono meno paranoici degli altri, siamo finalmente liberi: chi vuole suicidarsi lo farà”.  

Ci sono personaggi che ci invitano a continuare a combattere per la libertà nostra e degli altri. Se posso nel mio piccolo posso spostare di poco qualcosa in una persona mi dico che la mia vita non è stata sbagliata. Ecco perché faccio film. I politici dovrebbero ricordarsi che se si riduce il budget per la cultura, quello che si riduce sono i cervelli”. 

Nonostante tutto, l’attore ha speranza per i giovani: “Sono appassionato dai giovani, adoro parlare con loro, con i bambini e ragazzini di varia età e trovo li straordinari. Trovo straordinari i giovani che fanno cinema. Li metterei solo in guardia dal non lasciarsi ingoiare dal pensiero prevalente del mondo”.

Chiara Gallo

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