Una piazza aperta come il palmo di una mano che fatica, accoglie, saluta, lavora. A Porta Palazzo, uno dei mercati più multiculturali d’Europa, convivono circa 55 gruppi etnici differenti, ciascuno con le proprie storie e le proprie esperienze.
Per raccontare l’identità plurale di questo luogo, la Città di Torino con l’assessorato al Commercio e il MAO Museo d’Arte Orientale presentano “In palmo di mano”, il Calendario di Porta Palazzo 2026, esito di un progetto partecipato che ha coinvolto istituzioni, studenti, artisti e professionisti del territorio.
Il percorso è iniziato nell’ottobre 2025 con tre giornate di incontri rivolte alle classi del Liceo Artistico Passoni: un tour guidato dall’architetto Giorgio Scianca per esplorare la storia e le dinamiche della piazza; la proiezione di film girati o ambientati al mercato; un successivo tour fotografico nel mercato, durante il quale gli studenti hanno reinterpretato alcune scene dei film; infine un workshop dedicato alla creazione di font, condotto dal designer Hamza Tihouna.
Da questo lavoro sono nati i materiali fotografici e soprattutto un carattere tipografico originale, ispirato ai cartelli dei prezzi scritti a mano sulle bancarelle, dove lingue, alfabeti e stili differenti si intrecciano in maniera imprevedibile, utilizzati per la realizzazione del calendario, a cura di Hamza Tihouna. Obiettivo finale: restituire la ricchezza culturale e l’estrema vitalità di un mercato e di un intero quartiere, con le sue contraddizioni e le sue straordinarie ibridazioni.
A completare questo mosaico visivo contribuiscono anche alcuni frame cinematografici del Museo Nazionale del Cinema, che arricchiscono la narrazione con suggestioni filmiche e rimandi iconografici legati alla storia culturale della città.
La performance di lancio
Domenica 14 dicembre alle ore 16, sotto l’iconica Tettoia dei Contadini, ospiterà la presentazione del calendario e per l’occasione si trasformerà in un palcoscenico aperto e non esclusivo, privo di barriere visive e fisiche, si svolgerà la performance musicale di Gaye Su Akyol, una delle voci più originali e dirompenti della scena turca contemporanea. Cantautrice e chitarrista femminista, Akyol fonde rock e pop con la musica popolare anatolica in una miscela esplosiva. Acclamata come “la nuova promessa della musica turca” dal New York Times, si ispira tanto alla psichedelia turca degli anni ‘70 quanto a icone folk come Selda Bağcan.
A fare da scenografia alla performance sarà la piazza stessa: nessun palco, ma solo un’area a livello del suolo, in continuità con lo spazio circostante.
L’evento è gratuito.
La performance è a cura di Chiara Lee e Freddie Murphy.














