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Economia e lavoro | 01 gennaio 2026, 13:05

Pronti, partenza, saldi: Torino al via degli sconti invernali. Ogni famiglia spenderà circa 150 euro, "ma la data è infelice"

Secondo le previsioni di Confesercenti, il giro d'affari sarà di circa mezzo miliardo, in linea con lo scorso anno: si comincia sabato 3 gennaio per chiudere il 28 febbraio. Confcommercio parla di qualche euro in meno a disposizione

Tutto pronto per i saldi invernali a Torino

Tutto pronto per i saldi invernali a Torino

Ancora poche ore e poi, anche a Torino e in Piemonte, sarà tempo di saldi invernali. Si comincia sabato 3 gennaio per concludere solo il 28 febbraio. Secondo le stime di Confesercenti, il budget di ogni famiglia sarà di circa 150 euro (mentre Confcommercio parla di 137), in linea con lo scorso anno, per un giro d’affari complessivo di circa mezzo miliardo. Il 92% dei consumatori si dichiara interessato ad approfittare degli sconti. Ma se l’interesse teorico per i saldi è alto, l’acquisto effettivo avverrà soltanto in presenza dell’occasione giusta: il 40% ha già deciso cosa comprare, mentre il  53% comprerà se troverà l’offerta adeguata. È quanto emerge dalla consueta indagine condotta fra i consumatori e i commercianti piemontesi da Confesercenti in vista della campagna sconti che inizia sabato prossimo, 3 gennaio, per concludersi il 28 febbraio.

Speriamo – dice Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti – che queste previsioni siano confermate, almeno per quanto riguarda l’alta percentuale dei consumatori interessata ai saldi. Purtroppo, il settore dell’abbigliamento, dove si concentra la maggioranza degli acquisti, sconta la concorrenza selvaggia e senza regole del web, ma anche le difficoltà delle famiglie, i cui consumi continuano a essere oculati e prudenti. Ormai per molti il saldo è considerato sostitutivo di spese non fatte e non aggiuntivo: il saldo come occasione per rinnovare il guardaroba, insomma, non per concedersi qualcosa in più”.

La maggioranza dei commercianti interpellati da Confesercenti  ritiene però che il calendario non aiuti, con una parte della clientela ancora fuori per le feste: sarebbe stato opportuno rimandare l’inizio di qualche giorno. Probabilmente, il vero banco di prova sarà il fine settimana successivo. Ma l'altra faccia della medaglia è rappresentata dal fatto che per il fine settimana dei saldi e sino all’Epifania Torino accoglierà tantissimi visitatori: a oggi, si registra un’occupazione delle stanze d’albergo superiore al 90%. “Una presenza massiccia – dice ancora Banchieri – che favorisce non solo alberghi e ristoranti ma anche i negozi: dunque, a compensazione dei torinesi ancora fuori città, un contributo alla riuscita dell’avvio dei saldi potrebbe venire proprio dai turisti“.

"I saldi invernali rappresentano ancora un’occasione importante per molti consumatori, dove il valore non sta solo nello sconto, ma in un’esperienza di acquisto più ampia – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia - in un contesto urbano animato e vissuto non solo dai cittadini, ma anche da numerosi turisti che stanno scegliendo Torino per le vacanze invernali. In questi giorni di vacanza, per molti il saldo è un’esperienza di slow shopping, da assaporare con tranquillità alla ricerca di un capo conveniente. Secondo i dati raccolti dalla nostra associata Fiavet, registriamo un +15% di arrivi turistici in città rispetto all’anno scorso, con una forte componente nazionale: famiglie, coppie e visitatori provenienti da altre regioni italiane, attratti dalla cultura, dall’offerta museale, dalle montagne vicine ma anche dallo shopping di qualità. Per i saldi le persone fanno scelte sempre più attente, informate e consapevoli. La qualità del prodotto, la serietà del commerciante, la durata dell’investimento sono ormai criteri centrali per chi acquista. E il commercio di vicinato, con la sua capacità di offrire fiducia, consulenza e cura, risponde pienamente a queste nuove esigenze".

Spazio ai negozi

Come è già successo durante le recenti festività natalizie e anche in occasione dei saldi dello scorso anno, l’87% di chi è interessato ai saldi progetta di acquistare almeno un prodotto in un negozio. Ma l’online è ormai ha un ruolo strutturale: il 54% dichiara che comprerà anche sul web e, per effetto della sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% farà acquisti sia offline sia online. “Qualche segnale positivo di ritorno agli esercizi di vicinato c’è – commenta Banchieri -, ma il web continua a drenare consumi, specialmente fra i giovani. Il valore aggiunto dei negozi è rappresentato dalla possibilità per i consumatori di fare un confronto immediato, dalla qualità reale delle offerte, dagli sconti credibili, dalla consulenza e della fiducia”.

Termometro e acquisti

Anche quest’anno il meteo favorisce l’acquisto di capi pesanti: cappotti e piumini crescono sino al 27% nelle preferenze degli acquirenti, dopo anni di inverni miti che li avevano fatti trascurare e inchiodati a meno del 15%. Al primo posto maglioni e felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%), magliette e top (30%), camicie (27%) e abiti (26%). Le borse sono al 16%, la biancheria per la casa al 15% e i gioielli al 13%. Anche quest’anno si riscontra un buon interesse per le calzature. Bene l’abbigliamento sportivo e per lo sci.

"Oggi il saldo è una leva per fare acquisti consapevoli – evidenzia Roberto Orecchia, presidente del Gruppo Moda di Ascom Confcommercio Torino e provincia –. Soprattutto in un inverno rigido come quello che stiamo vivendo, cresce la necessità di capi funzionali, resistenti, di grande qualità. I clienti non cercano solo il prezzo più basso, ma prodotti ben fatti, che durino nel tempo e che possano essere realmente utilizzati nel quotidiano. A fare la differenza nell’esperienza di acquisto è anche il servizio: nei negozi di prossimità si trovano professionalità, attenzione alla persona e consigli mirati. Dal punto di vista commerciale, quest’anno l’inizio dei saldi è obiettivamente troppo vicino alla stagione natalizia e pone problematiche di gestione per i negozi, ma ci siamo organizzati e ci auguriamo un periodo di vendite scontate di qualità in linea con i bisogni reali delle persone, lontana dalle logiche del fast fashion e sempre più vicina al valore del ben vestire".

Massimiliano Sciullo

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