Sulle ceneri della vecchia Gondrand, ormai sparita dai radar, e dell’ex Carlini, sorgerà il nuovo capolinea d’interscambio della linea 2 della metropolitana. Lo ha confermato in Seconda commissione l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, parlando della prossima rigenerazione urbana dei 38mila metri quadrati complessivi presenti tra corso Venezia, via Cigna, via Lauro Rossi e il parco Sempione.
Il capolinea e il polo dell’interscambio
La Città risparmierà due milioni di euro grazie all’accordo con i privati sulle aree non espropriate, che porterà alla nascita del nuovo capolinea della metro 2 che andrà a raccordarsi con la stazione ferroviaria Rebaudengo del Servizio Ferroviario Metropolitano e la nuova stazione dei bus in via Fossata, già in fase avanzata di realizzazione.
Il tema parcheggi
Accanto alla metro, resta però centrale il tema dei parcheggi di interscambio. La delibera prevede ampie aree di sosta all’interno del comparto ex Gondrand, ma l’amministrazione dovrà individuare nuove soluzioni anche nella zona di via Sempione e via Gottardo, dove sorgeranno alcune delle fermate. Un nodo ancora aperto, che sarà decisivo per evitare un sovraccarico della viabilità locale e garantire l’effettiva funzionalità dell’infrastruttura.
Un nuovo polo urbano
Intorno al capolinea prenderà forma un polo del commercio e dei servizi: supermercati e medie strutture di vendita, negozi, ristoranti, uffici e un albergo, con edifici prevalentemente a un piano fuori terra e un fabbricato pluripiano verso corso Venezia. Il progetto prevede anche un percorso pedonale coperto che attraverserà l’area, collegando la nuova piazza della stazione, i parcheggi, via Lauro Rossi e il parco Sempione.
Le demolizioni degli edifici ex Gondrand si sono concluse a fine 2025, come ricordato dall’assessore Mazzoleni, mentre quelle dell’ex Carlini dovranno avvenire entro il 2026, in coordinamento con i lavori della metropolitana. L’intervento sarà realizzato in due fasi, proprio per adattarsi ai tempi del cantiere della linea 2.
Le ombre: commercio e presidi culturali
Non mancano però le perplessità. In primis quelle del consigliere di Fi, Domenico Garcea, che ha ricordato la presenza di altri quattro grossi punti vendita nella zona di via Cigna. Stoccata anche dall’ex assessore all’Urbanistica, Antonino Iaria, che ha ricordato come, nel primo progetto, fosse previsto un finanziamento da 500mila euro per il recupero di Spazio 211, presidio culturale storico dell’area: “Nella nuova delibera questa parte non compare più, e parliamo di un luogo che ha sempre svolto una funzione sociale e culturale fondamentale”.
Uno snodo strategico per la città
Il nuovo capolinea della metro 2, insieme alla stazione dei bus e al polo commerciale, punta a fare di quest’area uno snodo strategico della mobilità torinese, capace di ridisegnare l’accesso nord della città.
I tempi non saranno brevi: i primi treni della linea 2 non arriveranno prima del 2032. Ma tra ex Carlini e Gondrand il futuro è già cominciato, e passa – inevitabilmente – dal capolinea della nuova metropolitana.