Nasce ufficialmente l’OIDAF Piemonte: l’Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte, frutto della fusione degli Ordini provinciali di Torino, Novara e VCO, Biella e Vercelli, Alessandria e Asti.
«Un percorso lungo, ma fortemente voluto da noi presidenti» – spiega Fabio Fracchia, presidente dell’Ordine di Alessandria e presidente incaricato della fusione – «I crescenti impegni e adempimenti non lasciavano spazio ad alternative. Le numerose opinioni favorevoli ci confermano che questa scelta è stata compresa e condivisa».
La nascita di un unico Ordine, che riunisce quasi 800 iscritti, rappresenta un salto di qualità: più risorse, maggiore capacità organizzativa e servizi migliori a beneficio di tutti i professionisti.
«È stato uno sforzo collettivo» – commenta Fernanda Giorda, presidente dell’Ordine provinciale di Torino – «37 consiglieri e cinque assemblee straordinarie hanno lavorato per mettere ordine in un territorio frammentato, ricercando unità di intenti e nuove prospettive».
Sulla stessa linea Marco Allasia, presidente dell’Ordine di Asti: «La logica è chiara: c’è la necessità di una rappresentanza sempre più autorevole, in grado di tutelare e difendere la professione e i suoi oltre 700 iscritti».
Nel corso dell’incontro tenutosi il 19 dicembre presso il DISAFA dell’Università di Torino, sono state poste le basi per le nuove candidature. A incoraggiare i colleghi a mettersi in gioco è stato Fabrizio Buttè, presidente dell’Ordine di Novara e VCO: «Far parte del Consiglio dell’Ordine è un’esperienza che fa crescere. Siamo riusciti non solo a difendere la professione, ma anche ad aprirci ad altre realtà. Per chi si candiderà, l’impegno sarà ancora più significativo e stimolante».
A sottolinearne il valore anche Andrea Polidori, presidente dell’Ordine di Vercelli e Biella: «La gestione tecnico-amministrativa ci ha assorbito molte energie. Con l’OIDAF Piemonte, i consiglieri potranno concentrarsi maggiormente sui contenuti, favorendo il confronto e il dibattito interno. Un’opportunità davvero interessante per chi sceglierà di candidarsi».
Alla domanda “chi si candida?”, hanno risposto una decina, tra agronomi e forestali, accettando la sfida di contribuire attivamente al futuro dell’Ordine. A questi potranno aggiungersi altre candidate e candidati formalizzando la loro disponibilità con le regole giunte ad ogni iscritto.
Al Consiglio, che sarà composto da 11 consiglieri, si arriverà con le votazioni di fine gennaio 2026.