Economia e lavoro - 14 gennaio 2026, 10:45

Nuovo anno, nuovi collezionisti: come entrare oggi nel mondo degli orologi di lusso senza errori

I consigli di Paolo Cattin

Con l’arrivo di un nuovo anno aumenta, in modo costante e trasversale, il numero di persone che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’orologeria di alta gamma. Professionisti che raggiungono un traguardo personale, imprenditori che celebrano un passaggio di carriera, appassionati che decidono di compiere un salto di qualità rispetto al consumo occasionale. Il “primo orologio importante” non è più soltanto un acquisto emotivo o un simbolo di status, ma sempre più spesso rappresenta una scelta ragionata, che implica informazione, consapevolezza e visione nel tempo. È proprio su questo punto che interviene Paolo Cattin, osservatore da anni delle dinamiche del collezionismo e del mercato secondario, offrendo una chiave di lettura che va oltre il semplice elenco di modelli desiderabili.

Secondo Cattin, l’errore più frequente di chi entra oggi in questo mondo è confondere il concetto di collezione con l’accumulo o con l’inseguimento di ciò che viene percepito come “di moda”. “Una collezione non nasce dalla somma di acquisti scollegati tra loro, ma da una logica. Anche un solo orologio può essere l’inizio di una collezione se è scelto con criterio, conoscenza e coerenza rispetto a chi lo indossa”, spiega. In questo senso, il primo acquisto ha un peso che spesso viene sottovalutato perché definisce il rapporto che una persona instaurerà nel tempo con l’orologeria, con il valore, con l’attesa e con il mercato.

Il contesto attuale rende questa fase ancora più delicata. Forum specializzati, gruppi social, canali video e piattaforme di compravendita offrono una quantità enorme di informazioni, non sempre verificate o correttamente contestualizzate. “Oggi l’accesso alle informazioni è amplissimo, ma la qualità media si è abbassata. Il rischio è quello di prendere decisioni importanti sulla base di opinioni frammentarie, di dinamiche speculative o di narrazioni costruite per generare consenso e visibilità”, osserva Cattin. Per chi si affaccia per la prima volta a questo mondo, distinguere tra analisi, opinione e interesse commerciale diventa quindi un passaggio fondamentale.

Un altro equivoco diffuso riguarda il rapporto tra prezzo e qualità. Molti nuovi collezionisti associano automaticamente il valore di un orologio al suo costo o alla sua reperibilità sul mercato secondario. “Comprare bene non significa comprare caro, né inseguire referenze introvabili. Significa capire cosa si sta acquistando, perché quel segnatempo ha senso oggi e se continuerà ad averlo domani”, sottolinea l’esperto Cattin. In quest’ottica, la conoscenza della storia dei marchi, delle evoluzioni tecniche, delle scelte progettuali e della coerenza stilistica diventa parte integrante del processo decisionale.

Il tema della consulenza professionale è diventato oggi un elemento sempre più centrale e non si tratta di delegare la scelta, ma di ridurre l’asimmetria informativa in un mercato complesso e stratificato. “Chi entra oggi nell’orologeria di alto livello spesso ha competenze elevate nel proprio ambito professionale, ma si muove in un settore con regole, linguaggi e dinamiche specifiche. Avere un confronto serio e indipendente consente di evitare errori che, nel tempo, risultano costosi non solo economicamente”, spiega Cattin. Errori che possono riguardare l’autenticità, la corretta valutazione, la scelta del canale di acquisto o la gestione futura del pezzo.

Paolo richiama anche l’importanza del tempo come fattore educativo. L’orologeria di lusso, per sua natura, premia la pazienza e penalizza l’urgenza, “Chi entra con l’idea di ottenere subito una gratificazione rischia di restare deluso. Questo è un mondo che restituisce valore a chi osserva, studia e aspetta. Il primo orologio dovrebbe insegnare proprio questo”, afferma. Una visione che si allontana dall’acquisto impulsivo e avvicina l’orologio alla sua dimensione culturale e patrimoniale.

Il crescente interesse verso il primo acquisto consapevole segnala un cambiamento più ampio nel rapporto tra consumatori e lusso. Meno ostentazione, maggiore attenzione al contenuto, desiderio di comprendere ciò che si possiede. “L’orologio torna ad essere uno strumento di racconto personale e non un semplice segnale esterno. Ed è per questo che il primo acquisto è determinante, perché dice molto più di quanto sembri su chi lo compie”, conclude Paolo Cattin.

Ci troviamo all’interno di un mercato che continua ad attrarre nuovi ingressi, l’educazione al consumo evoluto diventa quindi un elemento importantissimo. Non per limitare l’accesso, ma per renderlo più solido, informato e duraturo. Un approccio che, nel lungo periodo, rafforza non solo il singolo collezionista, ma l’intero ecosistema dell’orologeria di alta gamma. https://paolocattin.ch

C.S.