Gusto e Gusti - 14 gennaio 2026, 06:00

La Gabola: se la mise en place rischia di compromettere una qualità eccellente

Aperto due anni fa nel cuore di Mondovì Breo, La Gabola propone una cucina ambiziosa in un ambiente piacevole e accogliente. La tecnica di cucina e l’attenzione alla materia prima non mancano, anche se rischiano di essere oscurati da impiattamenti certamente da rivedere

La Gabola è indubbiamente un bel locale, la cui recente ristrutturazione in vista dell’apertura dà immediatamente una buona impressione. Certo il pavimento avrebbe potuto aver maggior coerenza con l’ambiente cui fa da supporto: sia nella sala dominata da una bella volta a botte in mattoni, sia in quella invece in cui il soffitto è realizzato in legno. Sempre in legno sono le poltroncine dalle sedute morbide e i tavoli, apparecchiati in chiave contemporanea con tovagliette di carta e tovaglioli di tessuto. Ed è sempre in questa chiave contemporanea che dovrete scegliere i vostri piatti attraverso un QR code impresso su un piattino già presente in tavola, senza che vi venga offerta la possibilità di poter contare su una classica carta delle vivande. In compenso, i piatti fuori carta vi verranno recitati, gentilmente e con competenza, direttamente a voce.

La forma incerta di una sostanza che convince

Un primo segnale di quello che verrà rivelandosi come il problema di fondo di questa cucina ci arriva già dagli antipasti: una gustosa Tarte Tatin di peperoni, 

purtroppo ricoperta da una misticanza che non valorizza certo il piatto, e una ben calibrata Battuta alla francese il cui impiattamento si evidenzia per un’essenzialità forse eccessiva. 

Essenziali invece, ma questa volta in linea con l’identità del piatto, i Plin di cappone di Morozzo, il cui ripieno viene valorizzato dall’equilibrato profumo di burro e timo; 

meno convincenti invece i finissimi Tajarin, serviti con un pesto di sedano e nocciola con salsa d’acciuga il cui amalgama deve ancora trovare la sua giusta armonia. 

Di grande qualità poi sia il Sottofiletto di Fassona,

 sia il Polpo scottato

il primo, cotto a puntino, accompagnato da un interessante fondo al Nebbiolo e blu di mucca; il secondo, impeccabile nella sua croccante morbidezza, oltre che impreziosito da un’avvolgente crema di topinambur. L’uno e l’altro tuttavia serviti in modo poco accattivante e incapace di esaltarne l’autentica qualità. Concludo scegliendo il Tortino caldo al cioccolato: un dessert corretto il cui gusto mi accompagnerà piacevolmente sulla strada del ritorno.

Visto che si è fatto trenta, perché non fare trentuno?

Potrebbe essere stata una sera sbagliata? Non solo non posso escluderlo, ma me lo augurerei, visto che materie prime, creatività e capacità di gestire bene i gusti, allo chef de La Gabola non mancano di certo. E sono proprio queste ultime a dover venire in luce anche sul piano dell’impiattamento. Diciamocela tutta: La Gabola si presenta come un’osteria, ma ambiente, atmosfera, posateria, carta dei vini e servizio bastano a far capire che dietro c’è l’ambizione di dare ai clienti qualcosa di diverso da quel che questo nome lascerebbe immediatamente supporre. E dunque, visto che si è fatto trenta, perché mai non fare trentuno? Senza tradire la propria identità certo, ma facendo così anche quel passo che consentirebbe al locale di giocare in un altro campionato. 


 

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La Gabola 

Tipologia locale: osteria di lusso 

Indirizzo: Via di Gherbiana 2A – Mondovì (CN)

Telefono: (+39) 353 4557268 

Sito web: www.osterialagabola.com 

Prezzo: Antipasti (10-16€), primi (15-18€), secondi (15-23€), dolci (5-7€).
Servizi: piatti vegetariani, animali ammessi. 

Ultima visita (cena): dicembre 2025

Sensazioni al volo: Materia prima di livello e tecnica solida costruiscono piatti convincenti al gusto, ma l’impiattamento non sempre ne è all’altezza. Così l’occhio rischia di restare indietro rispetto al palato, smorzandone gli entusiasmi. Una cucina che, avendo tutte le carte per fare un salto di qualità, deve solo decidere di giocarle fino in fondo.

Piergiuseppe Bernardi