Attualità - 18 gennaio 2026, 07:15

A Torino nasce il muro delle bambole, un presidio contro la violenza sulle donne

Il progetto nel quartiere Aeronautica promosso dall’associazione Socrate’ Aps

Il muro delle bambole, presidio contro la violenza sulle donne

Non un evento simbolico di un solo giorno, ma un segno destinato a parlare ogni giorno alla città. Sabato 24 gennaio 2026 alle ore 14.45 verrà inaugurato nel quartiere Aeronautica il “Wall of Dolls Aeronautica Socratè”, installazione artistica permanente contro la violenza sulle donne.

Il Muro sorgerà in piazzale Rostagno, lato via Don Michele Rua, accanto ai giardini Italo Calvino: uno spazio pubblico vivo, attraversato quotidianamente da bambini, famiglie, adolescenti, anziani, cittadini di diverse culture. Una scelta tutt’altro che casuale.

Un progetto che nasce dal basso 

L’iniziativa è promossa dall’associazione di promozione sociale Socrate’ Aps, realtà attiva dal basso nel quartiere Aeronautica, con sede in via Vandalino 132. Da anni l’associazione lavora per contrastare la solitudine, rafforzare il senso di appartenenza, promuovere cultura, diritti e consapevolezza sociale.

L’idea di portare il Muro delle Bambole a Torino è nata all’interno di un gruppo di donne dell’associazione, durante un percorso di confronto sul tema del rispetto e del No alla violenza sulle donne. Un progetto che ha richiesto mesi di interlocuzioni con istituzioni e soggetti coinvolti, fino a diventare realtà grazie anche alla collaborazione con la Rete nazionale Wall of Dolls.

Cos’è il Wall of Dolls

Il Wall of Dolls è un’installazione artistica permanente nata a Milano nel 2014 da un’idea di Jo Squillo e della presidente Francesca Carollo. Si ispira a un’antica tradizione indiana: ogni volta che una donna subisce violenza, una bambola viene appesa alla porta di casa.

Il “muro” è realizzato con una semplice griglia metallica, su cui vengono fissate bambole e immagini. Ma il significato è potente: ogni bambola rappresenta una storia, una ferita, una denuncia pubblica. Il muro diventa così uno spazio visibile di memoria collettiva, responsabilità e consapevolezza.

Negli anni il progetto si è diffuso in molte città italiane, diventando un simbolo urbano riconosciuto della lotta alla violenza di genere.

Perché in periferia

Portare il Wall of Dolls non nel centro storico ma in una periferia cittadina è stata una scelta fortemente voluta dalla presidente Maria Antonietta Floscio. Qui il Muro dialoga con la vita quotidiana: con il mercato rionale, le scuole, l’oratorio, la chiesa, la metropolitana; con i bambini che giocano, gli adolescenti che si incontrano, gli anziani che si fermano sulle panchine. Un’installazione che non si visita soltanto, ma che si incontra.

Un muro che vive 365 giorni all’anno

“Non si parla di No alla violenza solo un giorno”, è il principio che guida il progetto. Il Wall of Dolls Aeronautica Socratè è pensato come un presidio permanente, vivo tutto l’anno, capace di generare azioni concrete: percorsi educativi nelle scuole, incontri pubblici e conferenze, momenti di confronto e ascolto, iniziative in occasione del 25 novembre e dell’8 marzo. Un messaggio chiaro attraversa il muro e le sue attività: “Il silenzio è violenza.”

L’inaugurazione

All’inaugurazione di sabato 24 gennaio parteciperanno istituzioni e abitanti del quartiere. Diverse voci si alterneranno nella lettura di poesie e messaggi. Chi lo desidera potrà anche portare una bambola da aggiungere all’installazione, contribuendo a un gesto collettivo di memoria e denuncia.

Philippe Versienti