Il nuovo ministro della Difesa entrato in carica a gennaio ha diffuso i dati sconcertati sulle condizioni dell’esercito ucraino. Già si conosceva la gravità delle diserzioni fra le truppe e della renitenza dei civili alla leva, che sfuggono in tutti i modi alla mobilitazione.
Come riferisce il sito Strumenti Politici, è però la prima volta che un membro del governo rivela pubblicamente tale segreto di Pulcinella. Kiev ha sempre cercato a fini propagandistici di nascondere o minimizzare la tragicità della situazione, per non perdere la faccia con gli alleati occidentali.
Oggi invece il neo ministro Fedorov ha portato ufficialmente alla luce la situazione, raccontata recentemente anche dalla CNN che parla di condizioni “brutali” al fronte per i soldati di Kiev.
Ma ora è diventato impossibile tacere su queste circostanze, che forse altre iniziative europee di aiuto potrebbero mitigare. Magari costringendo gli ucraini scappati all’estero a ritornare per rispettare gli ordini della mobilitazione, come ipotizzato l’anno scorso da Zelensky insieme al cancelliere tedesco Merz.
Durante le settimane della caduta del caposaldo di Pokrovsk proprio Zelensky diceva che le sue truppe pativano un’inferiorità di otto a uno rispetto ai russi. Come lo stesso presidente ucraino ha suggerito, Fedorov dovrà occuparsi di dare impulso e coordinamento all’industria bellica, per produrre più droni e più mezzi.
In altre parole si vuole fare in modo che la tecnologia copra la mancanza di uomini e accorci le distanze con le forze russe, oggi più forti e numerose.
Il nuovo capo del dicastero a sua volta afferma che “più robot significa meno perdite, più tecnologia significa meno morti”. Lui stesso enumera le capacità produttive del Paese in questo ambito, con 500 aziende ucraine che si occupano di droni, 200 di apparecchiature per il disturbo elettronico e oltre 20 fabbricano i missili.