Tavolo senza un "giocatore", per la vertenza Konecta, la multinazionale spagnola che ha comunicato nelle scorse settimane di avere 150 esuberi tra i suoi lavoratori e l'intenzione di chiudere le sedi di Ivrea e Asti per concentrare tutta la forza operativa nella sede di Torino. Una riorganizzazione che riguarderebbe complessivamente 1.100 addetti: 400 ad Asti e 700 a Ivrea.
Appuntamento alle 13.30 al Grattacielo della Regione, dopo la convocazione arrivata da parte della vicepresidente Elena Chiorino. Presenti i rappresentanti della giunta Cirio (come l'assessore Maurizio Marrone), ma anche i sindaci di Asti e Ivrea Maurizio Rasero e Matteo Chiantore, il delegato della Città Metropolitana di Torino Pasquale Mazza, ma anche le rappresentanze sindacali SLC CGIL, Fistel CISL, UILCOM, FeLSA CISL, NIDiL CGIL e UILTEMP. Unica assente, l'azienda.
Niente Konecta
Non un fulmine a ciel sereno: era stato infatti comunicato da parte di Konecta che era necessario più tempo per preparare la discussione. Ma di sicuro una mezza occasione mancata per i lavoratori attivi nei servizi di customer care e call center con sedi in tutta Italia. In ogni caso, dalla Regione si cerca di gettare acqua sul fuoco: "L’assenza di Konecta al tavolo è stata concordata tra Regione e azienda, successivamente alla convocazione formale, smentendo pertanto ricostruzioni inesatte e prive di fondamento. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni e organizzazioni sindacali per fare il punto sulla situazione di Konecta e sulle condizioni dei lavoratori coinvolti, rispetto alle quali sono in corso interlocuzioni e approfondimenti".
Nuovo tavolo a breve
Per avere novità, tuttavia, non dovrebbe servire molta pazienza. "Il tavolo congiunto con la presenza dell’azienda sarà convocato a breve - prosegue la nota congiunta della Regione con i sindacati - per garantire un confronto serio, costruttivo ed efficace. Nel corso della riunione odierna si è lavorato per individuare le migliori soluzioni possibili a tutela dei lavoratori, nella piena consapevolezza delle ricadute sociali e territoriali e del fatto che si tratta di persone con famiglie e comunità alle spalle, in territori che rischiano impatti significativi a fronte di eventuali spostamenti delle attività.
La Regione Piemonte ha ribadito la propria piena disponibilità ad accompagnare questa fase complessa, anche attraverso percorsi di formazione mirata, a supporto della riconversione di un settore strategico come quello delle telecomunicazioni". "Il tavolo di oggi - concludono - ha inoltre consentito una prima analisi delle misure che la Regione può mettere tempestivamente a disposizione e, in accordo con tutti i partecipanti, si è condivisa la necessità di riconvocare a breve un tavolo congiunto per proseguire il lavoro avviato”.