Torna per il secondo anno “Il Piccolo urbanista 2.0”, il progetto che coinvolge le scuole e gli studenti delle scuole primarie e secondarie di Torino e provincia, trasformandoli da spettatori a protagonisti dei quartieri in cui vivono.
Sogni a occhi aperti
Inclusione, zero barriere architettoniche, sostenibilità e molto altro: ecco lo spirito che vuole scatenare la fantasia dei ragazzi, chiamati a essere “connessi al presente, costruttori del futuro”. Una raccolta di idee, insomma, a partire dagli occhi dei più giovani per tratteggiare, correggere e rimodellare la città secondo sogni, gusti e preferenze. Lo scorso anno, tra le idee scaturite dalla mente dei piccoli c’erano spazi senza gravità e ragnatele di spider man, oppure luna park gratuiti e sempre aperti, vicini alla scuola. Ma il concetto di fondo, davvero realizzabile, è il sogno di quartieri con spazi giochi, strutture sportive, strade sicure per andare in bicicletta, piazze e aree verdi.
Come funziona
L’iniziativa è promosso da MOBA - Movimento per i bambini, insieme alla Fondazione Educatore della provvidenza e Associazione diritti negati. Dopo una fase di formazione generale nelle classe, i ragazzi saranno chiamati a esplorare i quartieri e a partecipare a laboratori così da produrre un progetto che rappresenti il quartiere dei sogni. Una piattaforma digitale studiata apposta (piccolourbanista.org) fornirà gli strumenti necessari. Ci sarà anche un avatar virtuale con cui gli studenti più grandi potranno interagire.
Partecipazione e contributo
“È una bella iniziativa il cui senso è la partecipazione - dice l’assessore regionale Maurizio Marrone -, necessaria per contrastare il senso di abbandono e di passività mentre bisogna dire la propria e provare a dare il proprio contributo alla collettività”.
E l’assessore comunale all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni, aggiunge: “Stiamo rifacendo il piano regolatore perché era ora: sono passati quasi 30 anni e ora la nuova proposta è all’analisi dell’aula. È un documento complesso, ma è lo strumento che ci permette di disegnare il futuro della città”. “È importante che alcuni strumenti si questi argomenti siano già inseriti nel percorso formativo dei bambini - prosegue - così si può costruire un dialogo e una spiegazione più semplice da cogliere per la cittadinanza: l’urbanistica è materia che modella la città soprattutto per le nuove generazioni”.
Presente, non futuro
“I ragazzi delle scuole non sono il futuro, ma sono il presente e bisogna occuparsene oggi - dice Carlotta Salerno, assessore comunale alle politiche educative e giovanili -. Ecco perché è oggi che i ragazzi devono prendere parola e partecipare, occupandosi della città e coltivando la passione per un territorio che sarà soprattutto loro”.