Eventi - 22 gennaio 2026, 15:10

Un Mauto tutto nuovo: per il 2026 cresce il dialogo per risolvere la crisi d’identità dell’automobile [FOTO]

Nuovi spazi e ampliamenti per il Museo nazionale, ma anche collaborazioni trasversali con altri enti. “Dobbiamo ripensarci: non è più l’epopea del Novecento”

Nuovi allestimenti e proposte per il Museo dell'automobile di Torino

Un Mauto tutto nuovo, quello che ha abbracciato l’inizio del 2026. Iniziative, ma anche spazi e un calendario fitto dedicato, come sempre, al mondo a quattro ruote. 

Nuovi spazi 

A livello di esposizioni, nasce una nuova area da 1600 metri quadri dedicata al design, tra spazio permanente e mostre temporanee. In pentola, poi, bolle anche una collaborazione con Triennale Milano.

La Sala Albertini invece è ampliata fino a superare i 2000 metri quadri per ospitare mostre tematiche, mentre una nuova project room si dedicherà a sperimentazione artistica e cultura pop. Una sala permanente sarà dedicata alla pubblicità automobilistica.

Dialogo e trasversalità 

Nel 2023 abbiamo celebrato i 90 anni del Museo e abbiamo fatto una scommessa che è riuscita - dice Benedetto Camerana, presidente del Mauto - Abbiamo scelto di uscire dal museo incontrando una quarantina di enti e istituzioni locali e declinando l’auto in diversi ambiti, grazie alla sua capacità di essere trasversale e pervasiva. Nel bene come nel male”. 

“Ci siamo aperti al dialogo e scegliamo di proseguire in questo cammino. A cominciare dalla musica, ma anche con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e il progetto Convergenze”.

Contro la crisi d’identità dell’auto

Ma studieremo anche motorizzazioni, smart city e prospettive future della mobilità metropolitana - prosegue Camerana - esplorando anche l’identità odierna dell’automobile. Un’identità che sta subendo una crisi industriale, ma non solo produttiva. Anche la sua popolarità sta mutando, non essendo più un bene simbolo e un sogno per la popolazione. Molti ragazzi non hanno alcun interesse ad avere l’auto, ma nemmeno la patente e guidarla”.

Nuovo allestimento e racconto 

Una trasformazione profonda che ci vede tutti coinvolti”, dice Lorenza Bravetta, direttore del Museo nazionale dell’automobile. “Qui si custodisce un patrimonio, ma dobbiamo anche porci nell’attualità del mondo dell’auto. Abbiamo voluto ripensare molte cose del nostro museo, a cominciare dall’allestimento di Confino, che stava rischiando di essere anacronistico se la visione era ancora quella dell’epopea del Novecento”.

Cambia dunque l’esposizione e l’illuminazione, così come le descrizioni (didascalie e testi sono curate insieme alla Scuola Holden), l’accessibilità per i disabili e il catalogo. “Ma vogliamo anche fare avvicinare di più i visitatori alle automobili esposte. Ci siamo accorti che, concedendo più spazio, tendono anche a toccare di meno i veicoli. Come si fa con le opere d’arte custodite in altri musei”.

Dialogo con l’arte contemporanea

Avanti anche con le collaborazioni con gli artisti contemporanei, compresa Artissima. E ogni anno si svilupperà una collaborazione con un singolo artista. “Se siamo uno dei musei più importanti al mondo in questo settore e adesso anche con il vincolo della soprintendenza, vogliamo conquistare su questa strada, anche con le mostre temporanee, per rinforzare un legame organico con le altre realtà”.

Il programma

Tra le proposte: oltre all’attuale News from the near future, dal primo aprile arriva “I nemici del Drake”, analizzando le case inglesi che hanno sfidato Enzo Ferrari. Ottobre 2026 porterà con sé “Serie limitata. Un dialogo tra fotografia e automobile” che proseguirà fino al 2027.

Nella project room troveranno spazio, insieme alla mostra legata ad Alain Buble“Automobili. una storia di innovazione concettuale”), anche passaggi legati all’impresa, ma anche a Lucio Dalla (che spesso ha cantato l’auto) e Roversi, Brovarone e Gerald Laing.

Lo spazio design ospiterà altre mostre temporanee. Dal design Ferrari alla storia dell’auto in Cina e Best of Bertone. “Continueremo a interrogarci su come aprirci con il nostro racconto dell’auto a un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo - dice Bravetta - e che nel 2025 ha toccato quota 400mila visitatori, mentre prima del Covid eravamo a quota 135mila”.

Siamo quasi triplicati - dice Camerana - anche se abbiamo come città un limite strutturale e geografico che forse ci limita un po’ nell’attrazione. Siamo il cul de sac del Paese, ma proprio per questo insistiamo sulla capacità di uscire e di muoverci”. Come dimostra l’iniziativa legata ad Ayrton Senna che si sta spostando in molti Paesi stranieri e che potrebbe raggiungere anche latitudini molto lontane. 

Centro storico Fiat

Ultimo, ma non ultimo, il Centro storico Fiat e il suo archivio di diecimila metri lineari. “La sfida è trasformarlo in un luogo vivo e al servizio della contemporaneità”, conclude Bravetta. “Tra i protagonisti, il ruolo della Fiat durante la seconda guerra mondiale a salvaguardia dell’industria, delle persone e non solo. Ma anche una figura storica e politica come Togliatti”.

Nuovi spazi e ampliamenti per il Museo nazionale dell'automobile