Stop & go. Giornata interlocutoria per la vertenza legata alla Primotecs di Avigliana, azienda che rischia di chiudere e che mette a rischio 160 posti di lavoro. Nel pomeriggio di oggi, infatti, si è tenuto il presidio dei dipendenti davanti ai cancelli, mentre a Roma si è tenuta una riunione ministeriale che però non ha portato a nulla di concreto. Anzi, tutto è stato rinviato alla prossima settimana, in attesa che - martedì alle 13 - si tenga il tavolo in Regione convocato dalla vicepresidente Elena Chiorino. Insomma, prima si affronterà il tema a livello locale e poi se ne discuterà nella Capitale.
Le voci degli operai
Restano le voci degli operai, coinvolti loro malgrado in incubo. "E' stato un pugno in pancia - dice Antonio, delegato Fiom -: la proprietà Mutares ci ha comunicato la cessazione dell'attività. Siamo 160 persone, ovvero 160 famiglie, abbiamo un'età media di 50 anni e non abbiamo futuro". "Ci hanno buttato a mare senza salvagente", dice un altro lavoratore, mentre un collega aggiunge: "Dopo 31 anni qua dentro ci hanno detto che ci lasciano a casa, ma che vogliono che lavoriamo per loro fino a giugno".
"Vogliamo capire se ci sono le prospettive per ottenere ammortizzatori sociali che non siano legati alla cessata attività", spiega Edi Lazzi, segretario generale di Fiom Cgil Torino. Insomma, l'obiettivo è dare nuova prospettiva temporale, senza accettare una resa. "E' l'ennesima azienda del Torinese che dichiara la cessata attività e il licenziamento di tutte le persone all'interno - proseguge -. Torino ha già pagato abbastanza la crisi industriale determinata in particolar modo dal disimpegno della famiglia Agnelli-Elkann nella produzione di auto a Torino. Non si può continuare ad andare avanti così".
Parlamentari ai cancelli
Al presidio di oggi, oltre a sindcati e lavoratori, erano presenti anche i parlamentari Marco Grimaldi (Avs), Antonino Iaria e Chiara Appendino (M5s). Hanno dialogato con i dipendenti e hanno cercato di capire meglio la situazione e le eventuali prospettive di scenario. "Questa vertenza non può essere considerata una partita già persa", dicono Grimaldi e la consigliera regionale di Avs, Valentina Cera. "Ieri in Consiglio regionale abbiamo chiesto alla Giunta Piemonte cosa intenda fare per salvare questi posti di lavoro. La risposta è stata preoccupante: un tavolo di crisi e, per il resto, la sola misura GOL. Ma GOL non è una politica industriale, è uno strumento di reinserimento per chi il lavoro lo ha già perso". E aggiungono: "Qui invece il tema è evitarne la perdita. Non possiamo accettare che la Regione Piemonte si limiti ad aprire tavoli senza mettere in campo strumenti veri per difendere occupazione, competenze e filiere produttive strategiche. Così si accetta la crisi come inevitabile e si accompagna la desertificazione industriale del territorio. L’automotive piemontese sta vivendo una fase drammatica e serve subito una strategia industriale regionale, non una gestione burocratica degli esuberi. Chiediamo alla Giunta Cirio di assumersi fino in fondo la responsabilità di difendere questi posti di lavoro, di intervenire sulla proprietà e di attivare tutti gli strumenti utili a evitare la chiusura dello stabilimento".
Per i Cinque stelle, era presente anche la capogruppo in Regione, Sarah Disabato. "L'automotive piemontese sta vivendo una fase drammatica e serve subito una strategia industriale regionale, non una gestione burocratica degli esuberi. Chiediamo alla giunta Cirio di assumersi fino in fondo la responsabilità di difendere questi posti di lavoro, di intervenire sulla proprietà e di attivare tutti gli strumenti utili a evitare la chiusura dello stabilimento".
Fondi per il rinnovo macchinari
"Saremo al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali in ogni passaggio di questa vertenza e continueremo a incalzare il governo finché non arriveranno risposte vere. Quella della Primotecs non è una crisi isolata, ma l'ennesimo segnale di una crisi strutturale dell'automotive italiano ed europeo che il governo continua ad affrontare senza una vera politica industriale. Siamo di fronte a un fondo di investimento, Mutares, che oggi decide di chiudere e licenziare, lasciando sul territorio centinaia di famiglie senza futuro e disperdendo competenze preziose per il sistema produttivo nazionale, dopo aver rilevato l'azienda chiedendo sacrifici ai lavoratori fatti di quattordicesime perdute e salari ridotti. Chiediamo al governo di aprire immediatamente un tavolo nazionale sulla vertenza Primotecs, di verificare le responsabilità della proprietà e di mettere in campo strumenti concreti per evitare l'ennesima delocalizzazione mascherata. Non possiamo continuare a inseguire le crisi quando esplodono: serve una politica industriale nazionale che anticipi e governi la transizione e difenda il lavoro. Questi non sono numeri, ma persone, famiglie, territori che meritano rispetto e futuro. E il futuro industriale del Paese si difende fabbrica per fabbrica", concludono Grimaldi, Appendino e Iaria, che oltre a nuove interrogazioni annunciano che depositeranno un accesso agli atti sui finanziamenti pubblici che Mutares (il fondo proprietario di Primotecs) ha ottenuto per il rinnovo dei macchinari.