Un sopralluogo che diventa momento di confronto concreto sul ruolo della scuola nei quartieri più complessi. È quello che si è svolto all’Istituto Birago di corso Novara 65, durante la visita della Circoscrizione 6 all’interno della scuola, oggi punto di riferimento per la formazione professionale e l’inclusione nel quadrante nord di Torino. Un’occasione per toccare con mano attività, numeri e progetti, ma anche per riflettere su abbandono scolastico, disabilità e rapporto diretto con il mondo del lavoro.
"Questa scuola è parte viva del territorio"
A inquadrare il senso del sopralluogo è il coordinatore al Lavoro, Rocco Zito, che spiega come la visita rientri in un percorso più ampio promosso dalla Circoscrizione 6: "Questa scuola fa parte attivamente del nostro territorio, partecipando a tanti appuntamenti organizzati dalla Circoscrizione. Siamo in una fase di visite agli istituti del nostro territorio, in particolare in quelli che lavorano sull’abbandono scolastico e aiutano i ragazzi a entrare nel mondo del lavoro".
Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante il sopralluogo riguarda la disabilità, tema spesso critico nel sistema scolastico: "Uno degli aspetti importanti è il tema dei disabili. Spesso a questi ragazzi viene negata la possibilità di imparare un lavoro. In questo istituto, invece, non si lascia indietro nessuno, ed è un grande fiore all’occhiello della nostra Circoscrizione".
Da qui la presa di posizione netta contro le etichette: "Il Comune non può far passare questo luogo come un istituto di periferia, perché non lo è. Va tolto dalla testa che questo non è un posto di serie B. Andiamo verso un mondo scolastico complesso: dobbiamo parlare di formazione, non di integrazione. Abbiamo bisogno di meccanici a 360 gradi".
Dalla scuola all’azienda, senza scorciatoie
Durante la visita, il preside Barbato Vetrano ha illustrato il modello educativo del Birago, ripercorrendo anche la trasformazione dell’istituto negli ultimi anni: "Quando arrivai, incontrai subito una comunità particolarmente complessa ma, al tempo stesso, piena di potenzialità. Questa scuola ha rappresentato un’opportunità per tanti giovani che volevano crearsi un futuro".
Il Birago ha puntato con decisione sulla formazione tecnica e sul contatto diretto con le imprese, diventando un riferimento nella manutenzione meccanica: "Abbiamo formato operatori della manutenzione meccanica e siamo riconosciuti per essere una scuola d’eccellenza sotto questo aspetto".
Oggi i contatti con le aziende superano quota 300, con stage attivi già nei primi anni di studio: "Molti studenti si iscrivono in altri istituti e poi vengono da noi dopo poco tempo, perché nelle altre scuole vedono solo le lavagne e mai le aziende. Noi coniughiamo le due cose, per appassionarli e renderli onesti cittadini e bravi lavoratori", ha infatti spiegato il preside.
Numeri che raccontano una scuola in controtendenza
Durante il sopralluogo sono stati illustrati anche i numeri dell’istituto: 660 iscritti complessivi, di cui 90 studenti con disabilità, spesso provenienti da altre scuole che li indirizzano direttamente al Birago. Per la maggior parte di loro è previsto il ciclo quinquennale, con diploma e possibilità di inserimento lavorativo.
Un trend in crescita, in controtendenza rispetto ad altri istituti del territorio. Secondo il preside, il motivo è chiaro: qualità della formazione e partnership solide, come quella con Ford Italia, che coinvolge otto studenti in un percorso specifico a Roma.
I tirocini iniziano già dopo il primo anno, direttamente in aziende reali e i risultati arrivano anche dopo la maturità: "In questa zona le potenzialità sono tante e i nostri studenti lo dimostrano: il 98% trova lavoro entro tre mesi dal diploma", ha aggiunto Barbato Vetrano.
Inclusione concreta e diritto allo studio
Il sopralluogo ha permesso di affrontare anche il tema delle difficoltà economiche delle famiglie: "Ci sono difficoltà economiche tra le famiglie degli iscritti, ma vogliamo garantire il diritto all’istruzione a tutti". Un impegno che si traduce in scelte precise: "Per esempio, nelle gite all’estero siamo riusciti a coprire le spese investendo i soldi della scuola, senza far spendere nulla agli studenti", ha concluso il preside.
Aule vissute, tra l'arte e il cinema
Non solo formazione tecnica. Durante la visita sono stati mostrati anche progetti artistici e culturali. Alcune aule vandalizzate sono state ritinteggiate direttamente dagli studenti e, ancora oggi, risultano curate e rispettate perché sentite come proprie. Sono attivi anche progetti con teatro e cinema. Alcuni studenti lavoreranno a un film di animazione ambientato nel loro quartiere, scegliendo personaggi e storie locali, seguiti da professionisti con l’obiettivo di realizzare un vero cartone animato.
I corsi serali e la richiesta dei poli
Nel confronto emerso durante il sopralluogo, spazio anche al tema dei corsi serali, oggi frammentati in più istituti con poche classi attive. Da qui la richiesta di creare poli formativi dedicati, rivolta direttamente alla Circoscrizione 6 e alla Città. Secondo il dirigente, mantenere una scuola aperta per l’intera giornata fino alla sera comporta costi elevati a fronte di risultati limitati. I poli permetterebbero invece di concentrare le risorse e rafforzare gli indirizzi specifici.
"Qui si vedono le potenzialità, non i problemi"
Nel dibattito interviene anche la consigliera dei Moderati, Federica Matarozzo, che valorizza l’approccio educativo dell’istituto: "Penso sia fondamentale lo spirito di formazione lavorativa di questa scuola, che mira a creare autonomia. Qui l’utenza è di prima scelta, perchè quando si vede un ragazzo che potrebbe presentare problemi, qui si vedono invece le sue potenzialità".