Gusto e Gusti - 26 gennaio 2026, 06:00

Grandi Langhe 2026: il Piemonte del vino parla al mondo

Alle Officine Grandi Riparazioni di Torino tornano Grandi Langhe e il Piemonte del vino: due giorni di degustazioni professionali, numeri in crescita e una visione sempre più corale per raccontare l’eccellenza vitivinicola piemontese

Inaugurata oggi alle OGR di Torino l’edizione 2026 di Grandi Langhe e il Piemonte del vino, appuntamento ormai centrale nel calendario enologico nazionale. La manifestazione, riservata a operatori, buyer e stampa specializzata, si svolge in uno dei luoghi simbolo della Torino industriale, trasformato per due giorni in una grande vetrina del Piemonte vitivinicolo. Tra banchi d’assaggio e incontri diretti con i produttori, l’evento si conferma come momento di lettura anticipata delle nuove annate. Un contesto professionale, dinamico e internazionale, dove degustazione e narrazione procedono di pari passo. Le OGR offrono spazi ampi e servizi tecnici di alto livello, ideali proprio per figure specializzate nel mondo del vino e interessate a scoprire le novità della produzione vitivinicola subalpina. Grandi Langhe si riafferma così come osservatorio privilegiato sull’identità del vino piemontese di oggi.


 

Un evento, al di la del nome, sempre più “piemontese”

L’edizione 2026, in linea con quella precedente, si connota per il consolidamento di un impianto volto a rafforzare la visione unitaria del Piemonte del vino. Cresce così il coinvolgimento concreto dei territori al di fuori di Langhe e Roero, ora pienamente riconoscibili all’interno della manifestazione. Si rafforza inoltre il ruolo del Consorzio Piemonte Land of Wine, che coordina e supporta il progetto in un’ottica sempre più regionale. Grandi Langhe amplia così il proprio racconto, superando una logica esclusivamente legata alle denominazioni più famose, legate alle colline Piemontesi diventate patrimonio UNESCO. L’evento diventa piattaforma di sistema, capace di rappresentare l’intera filiera vitivinicola piemontese. Una scelta strategica che risponde alle esigenze dei mercati internazionali. E che rafforza il posizionamento del Piemonte come area viticola di riferimento.


 

Territori e numeri

I numeri parlano chiaro e certificano la crescita della manifestazione. Sono  515 le cantine presenti, con 379 aziende da Langhe e Roero e 136 dagli altri territori vinicoli piemontesi. Accanto alle nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero, trovano spazio i vini di Alto Piemonte, Monferrato e Astigiano. Ampia anche la presenza delle denominazioni dedicate agli spumanti metodo classico e metodo charmat, segmento del vino piemontese ormai in forte crescita. Riconoscibili e ben rappresentate anche aree emergenti come Tortonese, Ovadese, Chierese e Canavese. Un mosaico territoriale sempre più completo e capace di restituire un’immagine articolata e contemporanea, seppur unitaria, del Piemonte del vino.


 

Farsi conoscere: buyer e stampa al centro

Grandi Langhe 2026 conferma la propria vocazione di luogo d’incontro tra produzione e pubblico professionale. Buyer internazionali, operatori e giornalisti si stanno confrontando direttamente con le aziende, approfondendo storie, territori e nuove annate. Centrale il ruolo della stampa, accolta in una sala dedicata con oltre 700 etichette in degustazione guidata: un servizio, introdotto e assai apprezzato nella precedente edizione, pensato per favorire una lettura critica e consapevole dei vini. Grandi Langhe, in corso di svolgimento ed ancora aperta domani, continua così ad affermarsi come strumento per raccontare il Piemonte del vino sui mercati globali.


 

Informazioni: www.grandilanghe.it

Piergiuseppe Bernardi