Il professor Alberto Bardelli, docente al Dipartimento di Oncologia e Direttore Scientifico di IFOM, l’Istituto AIRC di Oncologia Molecolare, e la professoressa Francesca Garbarini, docente al Dipartimento di Psicologia, si sono aggiudicati l’ERC Proof of Concept 2026 (PoC). ll premio è dedicato a ricercatori e ricercatrici già vincitori di uno dei finanziamenti principali della ricerca europea di eccellenza (Starting, Consolidator, Advanced o Synergy) per trasformare risultati di ricerca di frontiera in soluzioni concrete ad alto impatto sociale.
Sale così a 36 il numero di ERC Grant vinti nella storia da ricercatori e ricercatrici dell'Università di Torino, di cui 21 finanziati da Horizon Europe, così suddivisi per le seguenti categorie: 8 Starting, 7 Consolidator, 2 Advanced, 2 Synergy e 4 Proof of Concept.
«I due ERC Proof of Concept assegnati ai professori Alberto Bardelli e Francesca Garbarini – dichiara Cristina Prandi, Rettrice dell’Università di Torino - confermano l’eccellenza della ricerca di UniTo e la sua capacità di trasformare risultati scientifici di frontiera in soluzioni ad alto impatto sociale. Come Ateneo, siamo fortemente impegnati nel sostenere i vincitori e le vincitrici di finanziamenti ERC attraverso programmi dedicati di incentivo e supporto, pensati anche per attrarre ricercatori e ricercatrici di eccellenza dall’estero. Investire su questi talenti significa rafforzare il nostro ecosistema della ricerca, promuovere l’innovazione e contribuire in modo concreto al progresso scientifico e al benessere della società».
Alberto Bardelli
Progetto CHIMERA - Mutagenic chemotherapy and inhibition of mismatch repair as a strategy to boost anti-tumor immune response
Nato dai risultati dell’ERC Advanced Grant TARGET, il Progetto CHIMERA si propone di sviluppare una strategia terapeutica innovativa, gettando le basi per successivi test clinici e un più ampio beneficio per i pazienti in immuno-oncologia. Nel cancro del colon-retto (CRC), l’efficacia dell’immunoterapia è attualmente limitata a un piccolo sottogruppo di tumori caratterizzati da deficit di riparazione dei mismatch (MMR). Al contrario, nella grande maggioranza dei CRC con competenza MMR, definiti di conseguenza tumori immuno-freddi, è stato dimostrato un beneficio clinico scarso o nullo. Determinare come trasformare un tumore immuno-freddo in un tumore caldo (ossia responsivo all’immunoterapia) rimane una sfida scientifica importante e un’esigenza clinica insoddisfatta.
«Abbiamo sviluppato questo progetto partendo dai nostri studi – dichiara il Prof. Alberto Bardelli - che hanno mostrato come alcuni farmaci chemioterapici possano aumentare le alterazioni genetiche dei tumori e renderli più riconoscibili dal sistema immunitario. Utilizzando innovativi modelli sperimentali, CHIMERA testerà una nuova combinazione di farmaci con l’obiettivo di trasformare tumori oggi resistenti all’immunoterapia in tumori in grado di rispondere efficacemente a queste cure.»
Dopo la laurea all’Università di Torino, Alberto Bardelli ha conseguito il dottorato a Londra e un post-dottorato alla Johns Hopkins University, dove ha avviato studi pionieristici sulla genomica del cancro. Autore di oltre 250 pubblicazioni, è tra i leader internazionali nella biopsia liquida e nello studio della resistenza ai farmaci nei tumori colorettali, contribuendo allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche e immunoterapiche. Dal 2022 è Direttore Scientifico di IFOM, l’Istituto AIRC di Oncologia Molecolare.
Francesca Garbarini
Progetto VIBRA-Kids - Wearable VIBRation and Audio interface to boost motor and cognitive
VIBRA-Kids rappresenta uno sviluppo traslazionale del progetto ERC Starting Grant MyFirstBody, e nasce con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo della consapevolezza del corpo nei primi anni di vita, un aspetto fondamentale per la crescita motoria e cognitiva dei bambini. Questo obiettivo è particolarmente cruciale nei bambini con paralisi cerebrale, la più comune disabilità motoria congenita, nei quali la ridotta possibilità di movimento sin dalla nascita può ostacolare questi processi fondamentali. Il progetto prevede lo sviluppo di un nuovo dispositivo indossabile pensato per aiutare i bambini, fin dai primi anni di vita, a rafforzare il legame tra movimento, corpo e sensi. Il sistema combina una delicata vibrazione muscolare, che simula il movimento anche in assenza di movimento attivo, e la sonificazione del movimento, che trasforma parametri motori in suoni. Il sistema è composto da un braccialetto vibrante e da cuffie sicure per l’infanzia, ed è progettato per un utilizzo quotidiano e domestico, che potrà affiancare le terapie riabilitative già esistenti. Il progetto prevede la collaborazione con l’Università di Genova e con l’azienda Ermit s.r.l. di Genova per lo sviluppo del prototipo.
«Con questo progetto – spiega Francesca Garbarini – il nostro obiettivo è trasformare evidenze neuroscientifiche in una tecnologia concreta, accessibile e realmente utilizzabile nella vita quotidiana dei bambini. Nei prossimi mesi lavoreremo allo sviluppo del prototipo, alla sua validazione clinica e alla valutazione dei suoi effetti sullo sviluppo motorio e cognitivo, con l’ambizione di renderlo progressivamente disponibile e accessibile, generando un impatto reale sulla qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie».
Le attività di ricerca di Francesca Garbarini si collocano nell’ambito delle neuroscienze cognitive e dello sviluppo, con particolare attenzione ai meccanismi neurali della rappresentazione del corpo e dello spazio, sia in condizioni tipiche sia patologiche. È Principal Investigator di progetti nazionali ed europei dedicati allo studio del sé corporeo e delle sue alterazioni nello sviluppo.