Nonostante la pioggia incessante, si è svolta la tradizionale fiaccolata della Memoria da Porta Nuova al Museo Carcere "Le Nuove", promossa dall’associazione Nessun uomo è un’isola ETS. Un appuntamento ormai consolidato, che ogni anno richiama cittadini e istituzioni per ricordare le persone che, durante la Seconda guerra mondiale, subirono la prigionia e la persecuzione nelle carceri torinesi.
La scelta del percorso non è casuale. Proprio dalla stazione di Porta Nuova, e in particolare dal binario 17, partirono infatti i convogli diretti verso la deportazione nazista. Da qui l’avvio della fiaccolata, davanti alla lapide ANED, per poi attraversare corso Vittorio Emanuele II fino a raggiungere il Museo Carcere "Le Nuove", luogo simbolo della repressione e della sofferenza di quegli anni.
Tanti i partecipanti delle istituzioni di ogni parte politica
Numerosa la partecipazione delle istituzioni, con rappresentanti del Consiglio regionale del Piemonte e del Comune di Torino. Tra gli interventi, quello di Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio comunale e presidente della Commissione Esistenza, che ha richiamato il senso profondo della Giornata della Memoria: "È tutto il giorno che proviamo a capire le ragioni della Giornata della Memoria. In tutti i comuni del Piemonte si sta commemorando, ma oggi non bastano più le corone d’alloro. La contemporaneità ci invita a riflettere su come quei fatti non debbano più capitare".
Ravetti ha poi sottolineato come il nodo centrale non siano solo le persone, ma "il seme del male che si insidia nell’anima quando il rapporto tra forza e potere diventa malato, quando il potere non è più legato al rispetto dell’umanità. Quando questo accade, tutto può capitare, anche l’eliminazione delle persone". Un monito rivolto soprattutto a chi oggi ricopre ruoli istituzionali: "Dobbiamo riflettere su come agire, su come difendere i nostri diritti, la libertà e la democrazia, in uno spazio europeo che sappia reagire con forza a ciò che accade nel resto del mondo".
L'assessore Rosatelli: "Forze politiche diverse si sono unite sulla libertà"
A ribadire il valore attuale della Memoria è stato anche Jacopo Rosatelli, assessore comunale alle Politiche sociali: "Dobbiamo aumentare il ricordo, soprattutto in tempi difficili, in cui sentiamo dire da altri Stati che vogliono impadronirsi di territori con la sovranità altrui". Rosatelli ha ricordato come lo sterminio, "di cui fu complice il fascismo", sia stato sconfitto grazie a forze politiche diverse tra loro, capaci però di unirsi sui valori della libertà: "Nelle differenze seppero trovare ciò che ha permesso di ricostruire l’Italia che oggi abbiamo".
A chiudere il momento istituzionale è stata Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale, che ha definito la fiaccolata "un pellegrinaggio di profondo raccoglimento e di consapevolezza, al termine di una giornata densa di appuntamenti dedicati alla Giornata della Memoria". Grippo ha poi letto un brano tratto da La tregua di Primo Levi, soffermandosi sul tema della vergogna: "Un sentimento che l’autore riconosce sui volti dei soldati, una vergogna che dovremmo essere capaci di provare anche noi stessi".
A concludere il momento commemorativo è stato il passaggio all’interno del Museo Carcere "Le Nuove", dove ai presenti è stato fatto ripercorrere il tragitto seguito dai prigionieri prima della deportazione. Un percorso simbolico e concreto insieme, che ha chiuso la fiaccolata riportando la Memoria dentro le mura del carcere, nei luoghi stessi in cui uomini e donne furono privati della libertà prima di essere avviati verso i campi nazisti.