Economia e lavoro - 29 gennaio 2026, 11:53

L’auto non sarà più lei: a Torino il cambiamento arriva anche con i soldi di Cassa depositi e prestiti

Tappa cittadina per il road show che presenta l’accordo tra Confindustria e Cdp. In tre anni già arrivati 4,6 miliardi. “Grande attenzione anche all’edilizia sociale e all’istruzione”

Se Torino e il Piemonte cambiano pelle, a livello economico, Cassa a depositi e prestiti è pronta a sostenere la spesa della trasformazione con nuovi strumenti finanziari. Ecco perché ha fatto tappa anche all’Unione Industriali cittadina il road show di dieci fermate lungo la penisola pensato per presentare l’accordo nazionale tra Cdp e Confindustria.

Economia che cambia 

“Vogliamo costruire insieme nuove traiettorie di crescita e supportare la trasformazione di settori storicamente trainanti per questo territorio come l’automotive e la meccanica - dice il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini- in filiere digitali e sostenibili In grado di rafforzare la competitività del Piemonte”.

“La crescita che deve esser l’obiettivo principale è basata su un’attività economica che funzionano bene, ma ci deve anche essere accessibilità all’abitazione che in tante città del nord sta diventando problematico. Pensiamo anche alla parte dell’educazione e delle scuole. Abbiamo tanto investito a Torino e in Piemonte anche in questo e il Piemonte resta strategico”.

Oltre 4,6 miliardi in tre anni 

D’altra parte, il rapporto tra la nostra regione e Cassa è storicamente radicato: “Tra il 2022 e il primo semestre del 2025 Cdp ha destinato circa 4,6 miliardi a sostegno delle imprese, infrastrutture essenziali ed enti pubblici a Regione. Le imprese raggiunte sono state circa 7500, mentre i Comuni toccati sono 320”, dice l’ad, Dario Scannapieco. “Il Piano industriale è da 80 miliardi su scala nazionale, ma di fronte a nuovi progetti siamo pronti ad aumentare questa somma”.

“In un contesto in cui il credito alle imprese si è ristretto, Cdp vuole fare la sua parte dedicandosi anche alle imprese più piccole. Abbiamo bisogno di aziende che crescano di dimensione e che facciano filiera, facendo innovazione”.

Attenzione all’edilizia sociale

Ma esiste pure una speciale attenzione per il mattone. “Abbiamo grande attenzione anche verso l’edilizia e le abitazioni sociali per le persone più in difficoltà - dice ancora  Scannapieco -. Per esempio riservandole alle aziende che hanno lavoratori che arrivano da altri territori e non possono sostenere anche spese di questo genere troppo onerose”.

Manifattura ed export: “Siamo pronti”

“Questo accordo ha una rilevanza strategica per Torino - dice Marco Gay, presidente di UI Torino - perché vuole sostenere un territorio con grande vocazione manifatturiera, innovativa e di export”.

“Noi ci mettiamo idee e voglia di fare - aggiunge Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte -, ma ogni risorsa è preziosa. Questo è un accordo strutturato, non mordi e fuggi e grazie alle competenze di Cdp si possono validare anche meglio i progetti”.