Dopo anni di abbandono e occupazioni abusive, il futuro dell’immobile di corso Chieri 19, nella Circoscrizione 7, resta ancora tutto da scrivere. La palazzina, un edificio a due piani fuori terra situato in zona precollinare nei pressi di corso Casale, è stata recentemente sgomberata dalla polizia nei primi giorni di dicembre, ponendo fine all’ultima occupazione.
L'immobile
L’immobile è di proprietà della Società Cartolarizzazione Città di Torino Srl e in origine faceva parte di un organismo edilizio ricompreso nell’antica cinta daziaria della città. In passato ha ospitato la sede circoscrizionale del Corpo di Polizia Municipale, con destinazione d’uso a uffici pubblici.
Il fabbricato si sviluppa su due piani fuori terra oltre a un piano interrato ed è circondato da una porzione di terreno di pertinenza. La superficie complessiva del lotto è di circa 700 metri quadrati, mentre la superficie commerciale lorda dell’edificio è pari a circa 350 metri quadrati.
All'asta
A fare il punto sulla situazione è stata la vicesindaca della Città di Torino, Michela Favaro, che ha ricordato come l’edificio sia stato occupato abusivamente già nel 2010, con segnalazione all’autorità giudiziaria. "Da allora - ha spiegato - non è mai stato possibile effettuare interventi di manutenzione. Oggi l’immobile è finalmente libero ed è destinato ad essere alienato da terzi: è stato messo all’asta e nelle prossime settimane ne sapremo di più".
Nel corso degli anni, la palazzina è stata anche occupata da profughi provenienti da via Asti, diventando uno dei tanti immobili simbolo delle difficoltà di gestione del patrimonio pubblico dismesso. Critiche arrivano però dai banchi dell’opposizione. La consigliera della Lega, Elena Maccanti, ha sottolineato l’assenza di una visione da parte dell’amministrazione:
"Abbiamo chiesto quali fossero i progetti per questo immobile, ma a quanto pare non c’è nulla. Nessun percorso condiviso con i residenti e con la Circoscrizione 7. Ci auguriamo almeno che non ci siano utenze a carico del Comune, come purtroppo avviene in altri casi (analoghi) di occupazioni".