Serve un intervento strutturato per mettere fine alla piaga degli orti abusivi cinesi lungo la Stura, ripristinare la sicurezza idraulica e contrastare l’accumulo dei rifiuti. È quanto emerso in Circoscrizione 6, dove il tema delle sponde occupate tiene banco ormai da 5 anni. Il problema, già dibattuto 24 mesi fa tra i banchi del centro civico, interessa oggi sia l'area del parco dell’Arrivore oltre che quella dell’ex campo rom. Circa cinque ettari di terreno
Cosa continua a non funzionare
Nel mirino ci sono le coltivazioni irregolari, sorte nel tempo, e l’accumulo di materiali lungo le due sponde del fiume. Ingombranti e plastica, in primis. Una presenza che, come ha spiegato la coordinatrice all’Ambiente della 6 Giulia Zaccaro, va "monitorata e ricondotta a regole chiare, anche attraverso l’identificazione degli occupanti".
Il tema è stato affrontato insieme all’assessore al Verde del Comune di Torino, Francesco Tresso, che ha chiarito come la questione abbia una doppia natura: da un lato l’abusivismo, dall’altro la sicurezza idraulica, con il corso del fiume in parte deviato dagli insediamenti.
A destare maggiore preoccupazione è l’estensione del degrado, che interessa non solo le sponde del fiume ma anche l’area attorno alla torre dell’Arrivore e alla cascina in fondo a strada dell’Arrivore. Quest’ultima, acquistata da privati nel 2023 e oggi in fase di ristrutturazione, ha subito gravi danni durante le precedenti occupazioni, rallentando l’avvio dei lavori.
Le piene
Parte del problema sembrava essersi risolto da solo, la scorsa primavera, quando le piene hanno trasportato e depositato grandi quantità di materiale legnoso e rifiuti lungo l’alveo. Portando alla distruzione degli orti di fortuna. Quegli stessi appezzamenti, tuttavia, sono rinati poco alla volta.
"Qualsiasi azione di rimozione - ha aggiunto Tresso -, deve essere coordinata con Ente Parco piemontese e Aipo, anche per la tutela della fauna presente. L’operazione dovrà inoltre avvenire fuori dal periodo di nidificazione, che inizia ad aprile, partendo dalla zona più visibile ai nostri occhi, in prossimità del ponte Amedeo VIII".
Il piano di azione prevede anche un coinvolgimento della Polizia municipale, controlli con l’ausilio di droni e un’attività di presidio costante per evitare che le situazioni di abusivismo si rigenerino una volta conclusi i controlli. Cosa assai probabile. Oltre che un'azione di Amiat per la gestione dei rifiuti.
La carta del dialogo
Per questo motivo, sul fronte sociale, il Comune non esclude di utilizzare la carta del dialogo. L’assessore Tresso ha spiegato che si sta valutando un confronto con la comunità cinese, composta in gran parte da donne, per individuare aree alternative e idonee alla coltivazione, evitando nuove occupazioni irregolari.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: allontanare gli occupanti, chiudere definitivamente la stagione degli orti abusivi e mettere in sicurezza l’area, evitando che il problema, cresciuto negli anni per la mancanza di interventi tempestivi, possa ripresentarsi.