L'ospedale Martini accelera il proprio percorso di crescita e rilancio come presidio sanitario di territorio. È quanto emerso dall'audizione della Direzione del Presidio Ospedaliero, durante la quale il direttore sanitario Giovanni Andrea Campobasso ha fatto il punto sui lavori di ristrutturazione, sui numeri dell'attività clinica e sulle nuove prospettive della struttura, che il 20 febbraio inaugurerà anche un nuovo reparto.
Più posti letto
Negli ultimi anni l'ospedale ha attraversato una profonda trasformazione, con interventi strutturali in gran parte conclusi che hanno portato il Martini a contare oggi 296 posti letto, avvicinandolo per dimensioni a realtà come il Maria Vittoria. Un passaggio che segna il superamento della definizione di ospedale medio-piccolo, proiettandolo verso una dimensione intermedia.
"La struttura dell'ospedale ha visto importanti interventi di ristrutturazione, in gran parte conclusi, così da contare 296 posti letto. Un numero vicino al Maria Vittoria, che fa quindi passare il Martini da presidio medio-piccolo a una struttura di medie dimensioni", ha spiegato Campobasso, sottolineando come i lavori abbiano inciso anche sull'aspetto alberghiero. "L'aspetto alberghiero dell'ospedale è migliorato grazie a questi lavori, con una serie di servizi per i degenti e i reparti di polizia che garantiscono sicurezza nel pronto soccorso, il punto ristorazione, il bar e una cappella".
Chirurgia robotica
Accanto agli interventi strutturali, il Martini ha rafforzato alcune specialità, puntando su reparti strategici. L'allergologia è stata completamente centralizzata nella struttura di via Tofane, mentre ambulatori di allergologia e pneumologia sono stati totalmente ristrutturati. Sul fronte tecnologico, l'ospedale ha compiuto un passo importante con l'introduzione della chirurgia robotica.
"Abbiamo finito la fase sperimentale della chirurgia robotica che diventa una specialità nuova della sala chirurgica", ha spiegato il direttore sanitario, evidenziando come l'evoluzione della struttura sia continua e accompagnata da un'attività clinica in crescita. Nel solo 2025 si sono registrati circa 12 mila ricoveri, in gran parte ordinari e di breve durata, tra uno e due giorni.
Un'attenzione particolare è stata dedicata anche all'odontostomatologia, reparto che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio ruolo nell'assistenza ai pazienti fragili. "Tra le strutture ristrutturate c'è anche l'odontostomatologia, che si è impegnata nel trattamento di pazienti fragili che trovano assistenza nel nostro reparto dell'ospedale", ha aggiunto Campobasso.
Più parti
Tra i dati più significativi emersi durante l'audizione spicca anche quello relativo al punto nascita. Il Martini ha registrato un aumento del 50% dei parti rispetto al 2019, nonostante l'anno di attività come Covid hospital, definito dallo stesso direttore "un periodo estremamente pesante". Un risultato che testimonia il tentativo della struttura di recuperare e rafforzare il proprio ruolo di presidio sanitario di riferimento per il territorio.
In questo percorso si inserisce anche la scelta di puntare sul cosiddetto cesareo gentile, una modalità che mira a rendere il momento del parto meno medicalizzato e più accogliente. Durante l'intervento è prevista la presenza del papà in sala operatoria, con musica di sottofondo, luci soffuse e, come nel parto spontaneo, il contatto immediato tra neonato e madre.
A sottolineare l'importanza dell'audizione anche la presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise, che ha evidenziato il valore informativo dell'incontro per il territorio. "Abbiamo appreso molte novità riguardo all'ospedale Martini, tra cui l'installazione di una nuova risonanza magnetica e altre novità importanti per la salute dei nostri cittadini", ha dichiarato, spiegando come dal tavolo circoscrizionale fosse forte la richiesta di aggiornamenti sulle prospettive della struttura.
Un confronto che conferma dunque come il Martini stia cercando di consolidare il proprio ruolo non solo come ospedale, ma come grande presidio sanitario di prossimità, in grado di rispondere alle esigenze di un'area vasta della città.