Cronaca - 04 febbraio 2026, 14:44

Incidenti corteo Aska, il sospettato dell'aggressione al poliziotto: "Non ho spinto nessuno"

Angelo Simionato, il 22enne della provincia di Grosseto arrestato in flagranza differita, è stato messo ai domiciliari. Tajani e Piantendosi difendono l'operato delle forze dell'ordine

Il poliziotto aggredito portato in salvo dal collega

Procedevo nella folla, stavo scappando e più volte ho visto un celerino dietro di me; mi sono girato, ho visto il poliziotto a terra; ho visto le persone che erano su di lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno”. E’ quanto spontaneamente ha dichiarato durante l’udienza di convalida Angelo Simionato, il 22enne della provincia di Grosseto arrestato in flagranza differita, perché sospettato di aver preso parte all’aggressione del poliziotto durante gli scontri che si sono verificati sabato a Torino durante la manifestazione nazionale per lo sgombero del centro sociale Askatasuna. 

Tajani: "Aggressione premeditata, quasi attacco terroristico"

Per lui il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. Una decisione fortemente contestata dal ministro Matteo Salvini e dai sindacati di Polizia.

Intanto continuano a susseguirsi i commenti e le prese di posizione del mondo politico. "Abbiamo visto quanti feriti ci sono stati a Torino e non è stata una scaramuccia. È stata un'aggressione premeditata di violenti e un attacco di livello terroristico quasi", ha detto il vicepremier Antonio Tajani parlando ai giornalisti a Washington. "C'era un progetto per attaccare al cuore lo Stato e l'aggressione alle forze dell'ordine era premeditata anche per la presenza di stranieri. Il decreto sicurezza sarà domani in Consiglio dei ministri. Daremo un segnale anche in risposta a quello che è accaduto a Torino", ha aggiunto Tajani.

Piantendosi: "Centri sociali creano problemi da oltre 30 anni"

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, nelle comunicazioni al Senato sugli scontri avvenuti alla manifestazione pro Askatatasuna di sabato, ha difeso l'operato delle forze dell'ordine ed è stato molto duro nei confronti dei centri sociali: "Sono oltre trent’anni che questi episodi si ripetono con regolarità, cavalcando di volta in volta temi diversi: Tap, tav, alternanza scuola-lavoro, Expo, ambientalismo, immigrazione, Medio Oriente. Cambiano le argomentazioni, ma lo stile, o meglio il metodo squadrista, resta lo stesso. I militanti di questi centri sociali sono infatti professionisti del disordine fine a sé stesso, criminali in servizio permanente effettivo. Le loro azioni sono frutto delle loro scelte, delle loro attitudini e delle loro responsabilità. Sono delinquenti per conto proprio Non agiscono per conto del Governo. e da quando questi gruppi hanno iniziato a distinguersi per la loro violenza, di governi ne sono passati molti, di ogni colore politico".

Poi ha aggiunto: "E' arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione: da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi, vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e le partecipa. Per bloccare chi è determinato a creare disordini, le forze dell’ordine hanno bisogno di strumenti giuridici chiari. Serve una norma che consenta un vero ed efficace intervento preventivo: per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo".

Il ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha postato sul suo profilo di X alcune delle immagini comparse negli spazi occupati dell’Università di Torino alla vigilia della manifestazione a sostegno di Askatasuna di sabato scorso. "Non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all’intero sistema universitario italiano". 

"Queste immagini - continua - rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione, l’aggressione alle forze dell’ordine rivendicata come pratica politica, l’attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche. Di fronte a fatti di questa gravità, la sola condanna non è più sufficiente. Il Ministero dell’Università e della Ricerca, in pieno sostegno all’Università di Torino - annuncia Bernini - intende presentare denuncia per individuare e perseguire i responsabili di questo gesto inaccettabile".

“Le scritte comparse sui muri di Palazzo Nuovo dopo l’occupazione abusiva sono deprecabili: inneggiare alla morte dei poliziotti, agli orfani e alle vedove è puro odio e istigazione alla violenza.
Ed è ancor più grave che sabato qualche esponente politico abbia scelto di farsi fotografare davanti a quel palazzo, teatro di occupazione illegale e imbrattato da slogan di morte, piegandosi a un teatrino politico indegno. Chi ha fatto passerelle lì davanti ha legittimato quei comportamenti. Chi istiga all’odio va isolato. Chi lo copre va smascherato”, conclude Elena Chiorino , vicepresidente e assessore al Diritto allo Studio Universitario della Regione Piemonte.

redazione