Il ristorante Monviso di Saluzzo si connota per la sua informale essenzialità di fondo: muri a vista, sedie e tavoli in legno, tovaglie e runner in tessuto con tovaglioli di carta. L'illuminazione imprime al locale un tratto ospitale, mentre l'assenza di pannelli fonoassorbenti determina inevitabilmente la crescita di un rumore destinato di fatto a rendere difficoltosa la conversazione. L’accoglienza, informale e sorridente, sa creare un’affabilità che si prolunga per tutta la cena. La proposta gastronomica tuttavia – siamo qui per questo! – risulta un po’ obbligata: la carta infatti offre due menu: uno composto da un antipasto, un primo un secondo e un dolce; l’altro con un antipasto in più. E siccome la carta è composta da questi stessi piatti, di fatto il cliente dovrà scegliere tra tre antipasti, due primi (più uno fuori carta), due secondi e tre dolci. Un’ impostazione che semplifica certo il lavoro in cucina, ma restringe decisamente le opzioni dell’avventore.
Un percorso a tratti sfavillante, ma purtroppo con qualche ombra
Il viaggio inizia con note promettenti. Decisamente originale, oltreché piacevole in una sera d’inverno, proporre come amouse-bouche un Consommé di brodo di verdure, zafferano e finocchietto di montagna servito in un bicchiere di legno.
Continuo con un equilibrato Saör di pesce e verdure con polentina fritta, nel quale il sapore di baccalà, triglia e sarda emerge in modo preciso, valorizzato da un agrodolce ben giocato.
Ottimo anche il Tortello ripieno di Toumin del Mel e patate di mele su vellutata di zucca confit e tartufo nero pregiato, giusto nello spessore della pasta e connotato da un’apprezzabile armonia complessiva di gusto.
Purtroppo in forte controtendenza rispetto ai piatti precedenti lo Spaghettone alla chitarra con carciofi, pecorino romano e crema di baccala: qui a non funzionare non è la pasta, perfettamente cotta, ma l’amalgama degli ingredienti che impedisce a ciascuno di essi di venire valorizzato come dovrebbe.
A cancellare la delusione provvede il Pescato del giorno: un Polpo cotto alla perfezione, accompagnato da verdure (patate, carote, catalogna e cavolfiore) i cui sapori – questa volta sì! – emergono netti e senza entrare in contrasto tra loro.
Una Torta alla nocciola e frangipane alla mandorla con Zabaione, nella quale però la morbidezza golosa della torta risulta un po’ sovrastata dall’eccessiva liquorosità dello zabaione, avvia al termine la mia cena, che si conclude con un caffè nella media accompagnato invece da superlativi Pop corn caramellati.
La forza della carta dei vini e un giudizio finale equilibrato
Punto di forza indiscusso è la carta dei vini: ben strutturata e ampia, parte apprezzabilmente da etichette del Saluzzese e del Pinerolese, per spaziare poi su bottiglie nazionali e internazionali. Significativa anche la presenza di produttori meno noti e, per andare incontro a chi non vuole eccedere nel vino, la presenza in carta di mezze bottiglie. Da segnalare il coperto incluso nel prezzo. Nonostante dunque qualche ombra, il Monviso è un ristorante che vale la pena di provare e che forse, ricalibrando alcuni aspetti della proposta e della cucina oltre che di qualche accorgimento volto a ridurre il rumore di fondo della sala, potrebbe trasformarsi facilmente in un indirizzo nel quale tornare con piacere senza se e senza ma.
_____________________
Il Monviso
Tipologia locale: ristorante
Indirizzo: Via Donaudi 68 - Saluzzo
Telefono: (+39) 0175 211975 – 348 6498048
Prezzo: Antipasti (13-14€), primi (13-15€), secondi (16-20€), formaggi (6-13€), dolci (7-8€), coperto (incluso nel prezzo). Due menu: Territorio (40€), Viaggio (50€).
Servizi: menu vegetariano; dehors estivo; animali ammessi
Ultima visita (cena): gennaio 2026
Sensazioni al volo: Cucina costruita su materie prime di qualità indiscutibile, capace di proporre piatti che, pur con qualche passo falso, complessivamente colpiscono per equilibrio e precisione. Accoglienza e servizio inappuntabile. Locale interessante con ulteriore possibilità di crescita.