Disservizi durante le Feste a Caselle: era il 3-4 gennaio, fine settimana che ha aperto il 2026 tra le difficoltà per i passeggeri dello scalo Pertini. Una "giornata nera" a causa dell'aumento dei voli (alcuni dirottati da Orio al Serio) con un aumento di difficoltà per chi deve gestire e smistare i bagagli. Se n'è parlato questa mattina in Comune, in occasione di una commissione consigliare.
"Punta dell'iceberg"
"E' solo la punta dell'iceberg - spiega Giuseppe Santomauro, segretario generale Filt Cgil Torino e Piemonte -: già il weekend prima c'erano state difficoltà, ma con la grande disponibilità dei lavoratori si erano superate. Ma la carenza è strutturale, così come le inefficienze dell'aeroporto. I soggetti che hanno in capo l'aeroporto immaginano di fare del profitto dal trasporto e da quell'infrastruttura, ma è necessaria una cura di varie aree dello scalo. Ci sono 6 chilometri di nastri che trasportano i bagagli, quindi la loro manutenzione è fondamentale. Se questi nastri si fermano, mettono in difficoltà tutto lo scalo. Ecco perchè è importante che si facciano investimenti per l'aeroporto".
Jose Fava, di Filt Cgil, aggiunge: "Abbiamo chiuso ieri un accordo di raffreddamento con la società che gestisce Caselle per la gestione dei turni di lavoro e nella cura dell'alternanza tra vita privata e lavorativa. Questo riguarda però anche il numero di addetti presenti a seconda delle necessità lavorative. Speriamo sia un punto di partenza, anche alla luce dei fatti di inizio gennaio: abbiamo fatto un incontro con Sagat e Aviapartner".
"Partiamo da una posizione di monopolio prima della liberalizzazione - aggiunge Salvatore Giallombardo, segretario di settore per Cisl -, ma spesso questo porta a sovraccarichi. Oggi il privato controlla lo scalo, ma i lavoratori devono essere tutelati e non ritrovarsi in situazioni svantaggiate".
"Lo scalo non è più adeguato"
"Lo scalo di Caselle non è più adeguato per gli attuali carichi di voli e passeggeri: bisogna investire per garantire servizi all'altezza", concorda Barbara Taccone, Uiltrasporti.
"Abbiamo fatto tutto il possibile per tutelare i lavoratori e la loro sicurezza, chiedendo di aumentare la presenza nei varchi e nei luoghi strategici - dice Ciro Marino, rappresenante Ugl trasporto aereo -. Ci aspettiamo che anche il Comune faccia la sua parte per garantire un bene di Torino come è l'aeroporto di Caselle".
L'impegno dei consiglieri: "Parleremo con Sagat"
Garanzie su questo fronte arrivano da Antonio Ledda, Pd, presidente della Commissione che ha affrontato il tema: "Siamo pronti a fare la nostra parte, è doveroso, soprattutto per una città che punta sul turismo e che ha nell'aeroporto il primo biglietto da visita: riceveremo in audizione la società". Giuseppe Catizone (Lega) aggiunge: "E' facile vincere premi come scali sotto i 5 milioni di passeggeri. Si tratta di aeroporti minori. Bisogna invece aspirare a giocarsela con i grandi aeroporti, visto che siamo la quarta città in Italia. Sono state fatte 23 stabilizzazioni, ma servono nuove assunzioni?".
Valentino Magazzù (Pd) aggiunge: "Il maltempo in inverno è preventivabile. Bisogna farsi trovare pronti, così come il numero di charter in più" Bisogna guardare l'organizzazione del lavoro, le modalità di operatività e così via. Andremo avanti con il confronto con l'azienda, che ha staccato dividendi per 12 milioni di utili".
E la vicesindaca, Michela Favaro, ha commentato: "E' vero che per il territorio lo scalo di Caselle è un biglietto da visita importante. Serve un'interlocuzione forte con la società che gestisce l'aeroporto perchè siamo in un momento in cui vogliamo attrarre investimenti nella nostra città. Tanti di quelli che rinunciano a investire qui, dicono che lo fanno perché mancano i collegamenti. E anche l'aumento dei flussi turistici richiede collegamenti all'altezza. Senza dimenticare le condizioni in cui si trovano a operare lavoratori e lavoratrici".