Votare sì o votare no al Referendum sulla giustizia? Al Sermig di Torino due esperti con idee diverse hanno illustrato le loro posizioni, per cercare di convincere le centinaia di persone presenti più le oltre 3000 che hanno seguito lo streaming su YouTube e Facebook. A spiegare le ragioni del "sì" c'era Enrico Morando, presidente dell'associazione di cultura politica "Libertà Eguale" ed ex senatore per PDS, DS e PD. Il dibattito è stato moderato dal direttore del quotidiano La Stampa Andrea Malaguti.
Sul fronte del "no" c'era invece Enrico Grosso, professore ordinario di diritto costituzionale all'Università di Torino e avvocato. I due hanno spiegato i motivi del sì e del no senza appiattirsi su posizionamenti politici - lo stesso Morando è "uomo di sinistra" -, chiedendo di non votare pro o contro il governo Meloni che ha proposto la revisione della Costituzione che andremo ad approvare o bocciare nelle urne il 22 e 23 marzo ma entrando nel merito della riforma.
Separazione delle carriere
Il punto più approfondito è stato quello della separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri. "Dal punto di vista del cittadino che ha a che fare con un processo penale - ha esordito Morando -, lui ha interesse affinché si svolga in un contesto dove c'è il giudice, l'avvocato difensore e il magistrato dell'accusa, e che i due magistrati non siano parte della stessa carriera. Il cittadino non deve avere alcun dubbio. L'articolo 111 della costituzione dice che se le parti non sono in condizione di parità, il processo non è giusto".
"Oggi - ha risposto Grosso - il processo penale si svolge già secondo quanto stabilisce l'articolo 111 della Costituzione: tra parti di fronte a un giudice terzo e imparziale. Questo non significa che il PM debba essere sullo stesso piano dell'avvocato difensore, perché rappresenta l'interesse pubblico. Il PM non è l'avvocato dell'accusa, se trova elementi a favore della difesa deve presentarli".
Per questo motivo Grosso ha sostenuto che la netta separazione delle due carriere sia addirittura una cosa negativa: "Questo funzionario pubblico che è il PM, per fare bene il suo lavoro non deve essere separato dal giudice ma averne la stessa formazione, come voluto dai costituenti. Faccio l'avvocato da 30 anni e mai una volta ho dubitato di aver perso un processo per la vicinanza di pubblico ministero e giudice. A me addirittura piacerebbe che i giovani facessero prima i giudici per un pezzo della loro carriera, e poi i pubblici ministeri".
Riforma Consiglio Superiore della Magistratura
Il dibattito ha poi trattato la riforma che ci sarebbe sul Consiglio Superiore della Magistratura, organo che si occupa delle nomine, delle valutazioni di professionalità e delle progressioni di carriera dei magistrati. Se passasse la riforma, quest'organo si sdoppierebbe in uno per ogni carriera di magistrato e PM, mentre oggi è unico. Inoltre, ne cambierebbe la composizione: un terzo del CSM è composto dai membri laici, cioè non magistrati ma giuristi, e due terzi da magistrati eletti. Con la riforma, i componenti sarebbero estratti: i laici, da un elenco fornito dal Parlamento, e i magistrati da un elenco ancora non definito.
L'estrazione è l'aspetto più criticato da Grosso, secondo il quale potrebbe minare l'autorevolezza e l'autonomia del CSM. "La costituzione non chiarirebbe la lista dalla quale vengono estratti i magistrati - ha spiegato - che sarebbe da decidere con legge ordinaria. L'1/3 di componenti laici, invece, sono eletti da una lista scelta dalla politica. Questo rischia di instillare un tarlo nella testa dei giudici: la decisione che prenderò avrà delle conseguenze?".
Secondo Morando, invece, è importante creare due Consigli Superiori della Magistratura separati per le due carriere: "La riforma aggiunge all'autonomia e l'indipendenza del giudice anche quella del PM. La nostra proposta era di non fare a estrazione ma di creare collegi uninominali piccoli in modo da contrastare le correnti. Ma anche così, il sorteggio è su numero ristretto di persone che si occupano di ergastoli e pene, e non sarebbero in grado di occuparsi di trasferimenti e sanzioni ai giudici?".