E' stato per milioni di persone il volto più noto dei collegamenti da Torino di 90° Minuto, la storica trasmissione della Rai che la domenica faceva vedere per prima le immagini e i gol del campionato. A 86 anni ci ha lasciati Cesare Castellotti, nome che forse alle nuove generazioni dice nulla, ma chi ha più di 40 anni ricorda bene il suo volto.
I tantissimi campioni intervistati
Giornalista serio e molto compassato, con una grande passione per il golf, è stato a lungo anche l'inviato a bordo campo in occasione delle partite più importanti di Juve e Toro. Ha intervistato Bettega piuttosto che Furino, Zoff e Platini, Scirea e Laudrup, tanto per citarne solo alcuni. I tifosi del Toro, che ormai da tempo vivono solo di ricordi, hanno una data bene impressa in mente: 16 maggio 1976, il giorno dell'ultimo scudetto.
La domenica dello scudetto del Toro
Il conduttore della Domenica Sportiva dell'epoca, Paolo Frajese, mentre intervistava il tecnico Radice, subito dopo la fine della partita, andando poi a cercare il presidente Pianelli piuttosto che Pulici e Castellini, aveva al suo fianco un giovane Castellotti, che fece parlare Patrizio Sala, il capitano Cluadio Sala e Zaccarelli, mentre tutto attorno lo stadio Comunale era tappezzato di bandiere granata in festa.
Aveva lasciato la tv pubblica nel 1999, quando era arrivato il momento di andare in pensione. Oggi che vanno di moda i giornalisti sportivi urlatori, che gridano nel microfono anche quando la palla finisce a 5 metri da palo, in molti rimpiangono il suo stile serio e compassato. Quello di una Rai e di una tv che adesso non c'è più.
Il ricordo di Carlo Nesti, amico e collega
"Grande e nobile, professionista. È stato, nella Rai di Torino, prima segretario di redazione, e poi, per circa 20 anni, capo-servizio del nucleo sportivo, formato da Barletti, Costa, Calcagno e dal sottoscritto": lo ricorda così Carlo Nesti. "Volto storico del "Novantesimo minuto" di Paolo Valenti. È diventato Vettorello, nella spassosa imitazione di Teo Teocoli. Ha amato più il golf, la sua vera passione, che non il calcio. E ha adorato il Brasile, la sua terra promessa".