Cronaca - 05 febbraio 2026, 14:26

Il dehors sotto sequestro (della pizzeria chiusa da 7 anni) che nessuno può rimuovere

Nuova interpellanza del M5s. Dal Comune: "Locale sottoposto a sequestro, non possiamo intervenire"

Il dehor incriminato

Un dehor sotto sequestro, una pizzeria chiusa dal 2019 e una situazione amministrativa congelata che lascia il quartiere con una struttura in evidente stato di degrado. È quanto emerge dall’interpellanza presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle (Juri Bossuto e Rita Grimaudo) sulla pizzeria “Capitan Marbur”, in via Boston 76, a Santa Rita.

Il locale era stato inaugurato il 13 settembre 2019 come pizzeria di ampie dimensioni, completa di dehors. Tuttavia l’attività ha cessato da tempo di essere operativa e oggi risulta chiusa al pubblico da diversi anni. Nonostante ciò, all’esterno campeggia ancora un cartello con la dicitura “Locale aziendale sottoposto a sequestro”.

Un’attività “attiva” solo sulla carta

Già una precedente interpellanza, depositata il 18 marzo 2025, aveva sollevato il caso. La risposta dell’assessorato competente aveva però indicato l’attività come ancora attiva, creando non poca perplessità tra i consiglieri.

Secondo quanto comunicato dagli uffici del Dipartimento Commercio, infatti, su via Boston 76 risulta ancora “attiva” sul sistema Siap l’autorizzazione intestata a una società, in assenza di una comunicazione formale di cessazione. Tuttavia, la stessa non risulta titolare di alcuna concessione di suolo pubblico per il dehors.

Degrado visibile e rischio per la sicurezza

Nel frattempo, il locale versa in uno stato di evidente abbandono. Il dehors mostra segni di deterioramento progressivo: cedimenti del rivestimento interno, cavi elettrici a vista e una struttura che, secondo i consiglieri firmatari dell’interpellanza, potrebbe rappresentare un rischio per la stabilità e la sicurezza, oltre a essere simbolo di incuria.

La Polizia Locale ha confermato la presenza del cartello di sequestro penale, ma senza indicazione della data di apposizione né dello stato attuale del provvedimento. Informazioni informali raccolte presso l’amministratore dell’immobile lascerebbero ipotizzare la conclusione del procedimento e la nomina di un curatore fallimentare, ma al momento non vi sono certezze ufficiali.

Tutto fermo in attesa di chiarimenti

Per fare luce sulla vicenda, la Polizia Locale ha inoltrato una richiesta di chiarimenti al Nucleo di Polizia Economica-Finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, che avrebbe svolto l’attività di sequestro. Fino a un riscontro formale, la situazione resta “congelata”.

Lo conferma anche l’assessorato al Commercio: in presenza di un sequestro penale, non è possibile adottare alcun provvedimento amministrativo fino all’eventuale dissequestro del locale.

Intanto, però, il dehor resta lì: chiuso e senza una prospettiva chiara di rimozione o riqualificazione. "Un dehor che toglie anche molti posti auto" ha aggiunto la consigliera di Torino Bellissima, Raffaella De Maria.

ph.ver.