Attualità - 06 febbraio 2026, 11:53

Torino 2033: al via la campagna "Ready to Play the Future?"

La città punta a diventare Capitale della Cultura europea e parte la campagna di comunicazione per fare conoscere questa sfida

Foto generica d'archivio

Nei prossimi giorni Torino si colorerà di blu e giallo: manifesti, pensiline, bus, tram e totem trifacciali porteranno in città e nell'area metropolitana la campagna "Ready to Play the Future?", il messaggio con cui la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033 entra in una fase allargata e visibile. Non si tratta solo di una campagna di comunicazione, ma del segno tangibile di un percorso collettivo che nel 2025 ha gettato solide fondamenta e che nel 2026 moltiplicherà le occasioni di partecipazione diretta.   Nel corso dello scorso anno sono stati attivati tre think tank dedicati all’intelligenza artificiale, al libro e alla democrazia, che hanno coinvolto università, fondazioni, enti culturali e imprese in un processo di ricerca e co-progettazione.

Parallelamente è stato avviato un tavolo di lavoro con Università di Torino, Politecnico, CeVIS e Torino Social Impact per la definizione di un sistema sperimentale di valutazione degli impatti, mentre la Città ha realizzato una dettagliata mappatura dell'ecosistema delle organizzazioni culturali cittadine. La collaborazione con la Regione Piemonte, attraverso l'accordo con Fondazione Piemonte dal Vivo e il coinvolgimento di Hangar Piemonte – agenzia pubblica di

trasformazione culturale della Regione – ha permesso di avviare percorsi di partecipazione, formazione e ascolto di professionisti della cultura, enti, reti civiche e cittadini su tutto il territorio regionale. Torino 2033 non è una candidatura solo della città, ma di un intero territorio che si riconosce in una visione culturale condivisa.

Sul fronte europeo, Torino ha consolidato relazioni con decine di città e partecipando a reti e conferenze internazionali che hanno contribuito a posizionare la candidatura come laboratorio di cooperazione culturale nel contesto continentale.

Partecipazione civica e Case di Quartiere

La candidatura si costruisce dal basso. Sono già oltre 200 le volontarie e i volontari che, nel corso di iniziative cittadine, hanno coinvolto e informato migliaia di persone sul progetto. Il logo ufficiale della candidatura è nato dalla partecipazione di oltre cento studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie della Città. In parallelo, 60 dipendenti comunali sono stati coinvolti in un progetto di “creative bureaucracy”, ovvero un rafforzamento delle competenze orientato all'innovazione sociale e alle sfide del prossimo futuro.

Nei prossimi mesi prenderà avvio il progetto “L'Europa è di Casa", che vedrà protagonista la rete delle Case di Quartiere come laboratorio diffuso di cittadinanza culturale. Le Case non saranno semplicemente luoghi di comunicazione della candidatura, ma spazi di lavoro condiviso, dove i cittadini diventano autori e interpreti del processo creativo verso il 2033. Attraverso percorsi di ascolto, co-creazione e radicamento territoriale, i quartieri potranno contribuire alla costruzione del dossier, mettendo in dialogo i valori e le sfide della candidatura con le pratiche quotidiane delle comunità locali.  Presto verranno diffusi i calendari di incontro con i cittadini

"Questo passaggio segna un momento significativo del nostro percorso – spiega Agostino Riitano, direttore della candidatura – e dimostra che Torino sta assumendo la candidatura a Capitale Europea della Cultura non come un esercizio formale, ma come un processo collettivo di interpretazione del presente e di immaginazione del futuro.  In questi mesi abbiamo costruito un metodo, una rete e un orizzonte. Il metodo è noto e già elemento distintivo della città: cooperazione tra istituzioni, università, fondazioni, comunità culturali e cittadini; una collaborazione che non si limita a sommare energie, ma produce una visione condivisa che attraversa i quartieri di Torino e si estende all'intero territorio regionale. La rete è quella che stiamo tessendo con i cittadini, le comunità locali, gli operatori culturali di tutto il Piemonte e con le città europee, con cui non cerchiamo semplicemente alleanze, ma uno scambio di prospettive, linguaggi e responsabilità comuni. L'orizzonte è quello di una Torino e di un Piemonte che mettono al centro le persone, che valorizzano i talenti e le risorse vitali dei territori, che affrontano le complessità del presente con curiosità, coraggio, spirito di apertura e generosità verso altre comunità Il 2026 sarà l'anno decisivo per trasformare gli indirizzi in progettualità, le intuizioni in programmi, le relazioni in partenariati strutturali, portando la candidatura anche nei luoghi della vita quotidiana dove la partecipazione civica

può davvero fare la differenza nella prospettiva di tratteggiare un immaginario collettivo della città che non c’è ancora Torino e il Piemonte stanno dimostrando di avere una visione ampia, un'identità forte e una comunità pronta a partecipare. È da questa energia collettiva che nasce la candidatura e da questa energia continuerà a crescere."

La candidatura di Torino a Capitale Europea della Cultura 2033 è un progetto della Città di Torino, sostenuto dal tavolo strategico formato da Città Metropolitana, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo ed è realizzato da Fondazione Cultura Torino.

comunicato stampa