Il Punto di Beppe Gandolfo - 09 febbraio 2026, 07:00

Dove compreremo giornali e riviste?

"In 20 anni le edicole in Italia sono passate da 35mila a 20mila, segnando un -42,8%. La spiegazione, mi dicono, è semplice: non si vendono più giornali".

Nelle ultime settimane per ben due volte ho preso il treno da Torino per Roma. Una volta da Porta Nuova e l’altra da Porta Susa. In entrambi i casi non ho trovato un’edicola per comperare un giornale, un libro o una rivista di cruciverba, per far passare il tempo durante il viaggio. 

E non è un caso isolato.

In 20 anni le edicole in Italia sono passate da 35mila a 20mila, segnando un -42,8%. La spiegazione, mi dicono, è semplice: non si vendono più giornali. Ma la ragione non sta tutta lì. Si potrebbe sopperire con la vendita di altri prodotti. Ma oggi, secondo il report  ‘Le edicole del futuro, il futuro delle edicole’ un giornalaio guadagna circa mille euro al mese lordi, per più 13 ore di lavoro. Cioè 2,94 euro di ‘retribuzione’ oraria lorda. Una paga da sfruttamento.

D’altra parte, in 10 anni (2015-2025) i lettori della versione stampata dei giornali sono passati da oltre 18,4 milioni a meno di 9,5 milioni, segnando un drastico -48,6%.

Se nelle città il fenomeno si nota di meno, è nei piccoli paesi che la scomparsa delle edicole segna un mutamento sociale doloroso. Su 7.896 comuni in Italia, ben 4.974, circa i due terzi del totale (63%), non hanno un’edicola. In Italia quasi 3,5 milioni di persone non possono più comprare giornali o riviste nel loro Comune.  A Torino le edicole aperte sono 287 (allo scorso marzo), mentre negli ultimi cinque anni ne sono state chiuse 110.  Nel resto del Piemonte le percentuali sono pressoché in linea con l’andamento nazionale. Stiamo un po’ meglio della Valle d’ Aosta dove l’82 per cento dei Comuni non ha una rivendita di giornali, ma certo non benissimo.

L'edicola non è solo un esercizio commerciale, una rivendita di quotidiani. In molte località è anche il punto di ritrovo, come i bar. Per commentare le partite di calcio, per acquistare una rivista enigmistica, per prendere un libro, per farsi consegnare i pacchi delle vendite on-line.

Vedere quelle vetrine inesorabilmente abbassate, quei chioschi arrugginiti, con appesi poster di riviste vecchi di anni, mi mette una tristezza infinita. E ripenso a quando correvo in edicola a comprare le bustine di figurine della raccolta Calciatori.

Beppe Gandolfo