Tra il 1947 e il 1958, Torino accolse oltre 8.000 profughi dall'Istria, dalla Dalmazia e da Fiume. Il giorno dopo la cerimonia al Cimitero Monumentale per il Giorno del Ricordo, le vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata sono state celebrate nella Sala Rossa del Comune di Torino. "Ricordiamo una violenza che colpì civili e persone inermi - ha commentato durante la cerimonia il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -, un dolore che per lungo tempo ha colpevolmente faticato a trovare spazio nel racconto pubblico del Paese. Quella di oggi non è, e non deve essere, una commemorazione di parte, ma un alto atto di civiltà. È il momento in cui la nostra democrazia sceglie di abitare le pagine più dolorose del proprio Novecento, assumendole interamente, senza omissioni e senza strumentalizzazioni".
Un tema che guarda al presente
Un discorso, quello di Lo Russo, che sembra indirizzato anche al presente. "Le foibe - ha proseguito - non furono un’esplosione improvvisa di violenza irrazionale, ma l’esito di un processo in cui si intrecciarono guerra, nazionalismi radicalizzati e ideologie totalizzanti. Il totalitarismo non nasce in un giorno ma prende forma lentamente. All’inizio si presenta come una risposta rassicurante a un tempo di crisi: promette sicurezza, ordine, semplificazione. Poi, passo dopo passo, restringe lo spazio del confronto e delle libertà civili. Le parole cambiano significato, il linguaggio si irrigidisce, le sfumature diventano sospette. Il dissenso non viene ancora represso: viene delegittimato, isolato, ridicolizzato. Umberto Eco metteva in guardia dai totalitarismi che nascono nelle culture che rifiutano la complessità. La memoria delle foibe e dell’esodo non ci chiede solo di ricordare una tragedia nazionale, ma di attualizzarne il messaggio: di riconoscere ogni volta che la paura prende il posto dell’argomentazione e la complessità viene liquidata come un fastidio".
"Oggi - ha esordito in apertura il vicepresidente vicario del consiglio regionale Domenico Garcea - dobbiamo riconoscere la sofferenza che ha segnato profondamente molte comunità che per molto tempo non hanno trovato voce e ascolto. La memoria quando è condivisa con sincerità diventa un ponte tra le persone".
Ha invece invitato non solo a ricordare ma anche ad agire in difesa delle vittime delle foibe e dell'esodo, il presidente del Comitato Resistenza e Costituzione e vicepresidente del Consiglio Regionale Domenico Ravetti: "Il ricordo ha un senso se oltre a riflettere diamo una mano a scegliere delle risposte concrete".
Il calendario delle iniziative
Le iniziative in città per la Giornata del Ricordo proseguono con l'inaugurazione alle 17:30 all'Archivio di Stato della mostra fotografica “Da esuli a cittadini. La comunità giuliano-dalmata di Torino. Immagini quotidiane 1947 – 1980”. Il calendario dei prossimi giorni prevede:
Venerdì 13 febbraio
Ore 10.30 – c.so Cincinnato angolo via Pirano, commemorazione e posa di una corona alla targa dedicata dal Comune di Torino agli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.
Domenica 15 febbraio
Ore 17.30 – Circolo Culturale Istriani Fiumani Dalmati Torino. Presentazione del libro “Il Cinema di Frontiera” di Alessandro Cuk, con la partecipazione di Egea Haffner.
Lunedì 16 febbraio
Ore 17.30 – RAI, Studio TV8. Proiezione del film “La bambina con la valigia” (2024). Introducono: Egea Haffner, Alessandro Cuk, Sergio Toffetti e Sinéad Thornhill. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: mediateca.torino@rai.it.
Sabato 28 febbraio
Ore 17.30 – Circolo Culturale Istriani Fiumani Dalmati Torino. Presentazione del libro di Giuseppina Mellace “Le donne e l’esodo giuliano-dalmata. Memorie di una storia dimenticata”.
Domenica 1° marzo
Ore 16.00 – Conservatorio “Giuseppe Verdi”. Concerto con Chiara Bertoglio, il Random String Quartet e l’Orchestra Mandolinistica Città di Torino diretta dal Maestro Pier Carlo Aimone.