Il nuovo, nuovissimo Nederlands Fotomuseum di Rotterdam. Un museo interamente “a vista”, dall’aroma di caffè: per conservare, restaurare, esporre e sperimentare la fotografia.
Appena aperto il 7 febbraio, proprio nel bicentenario della prima fotografia realizzata dal francese Nicéphore Niépce.
Così, visitando il nuovo museo di Rotterdam, lo vedo con gli occhi di un’abitante di Nizza.
A Nizza abbiamo un museo della fotografia nato da un’antica collezione cittadina, con le preziose immagini di Charles Nègre: fotografie che testimoniano in modo vivido com’erano Nizza e i suoi dintorni meno di quarant’anni dopo la rivoluzionaria invenzione della fotografia.
Il museo a lui dedicato si è poi proiettato nel futuro con mostre di fotografia contemporanea e con una forte apertura internazionale. Si trova nel punto più turistico della città, il mercato, in un ex edificio di architettura industriale che forniva elettricità al quartiere.
Anche il museo di Rotterdam nasce da una collezione fotografica legata alla città: la più antica immagine risale a circa vent’anni dopo la storica stampa di Niépce.
La raccolta si è poi ampliata fino a raggiungere circa 6 milioni e mezzo di immagini tra lastre, stampe su vari supporti e fotografie digitali: una delle più grandi collezioni fotografiche museali al mondo, che comprende anche preziose fotografie amatoriali.
Grazie a una più che generosa donazione, il Nederlands Fotomuseum ha potuto trasferirsi nell’ex deposito di caffè Santos.
Il magazzino, costruito tra il 1901 e il 1902 per il caffè proveniente dal porto brasiliano di Santos, è un notevole esempio di architettura industriale storica nel grande porto di Rotterdam.
Il nuovo progetto, molto rispettoso dell’edificio originario, conserva materiali esterni e interni (mattoni a vista e ferro) in linea con le rigide norme del Paese per la tutela delle costruzioni storiche.
È una realizzazione attenta all’ambiente e, allo stesso tempo, un progetto ambizioso: adattare questa struttura a un museo della fotografia rivoluzionario.
Rivoluzionario perché lo spazio non servirà solo a esporre fotografie, ma anche a restaurarle, conservarle, studiarle e mostrare al grande pubblico come nascono e vengono stampate.
Sono stati aggiunti due piani superiori e realizzata una scala interna che attraversa l’edificio dal pianterreno fino agli ultimi livelli, portando luce naturale ovunque. Il lavoro di chi conserva e stampa le fotografie è reso visibile attraverso grandi vetrate.
Al pianterreno, gratuitamente aperto al pubblico, si trovano una ricca biblioteca, un bookstore e… un caffè, che serve vero caffè brasiliano da coltivazioni sostenibili, tostato sul posto: perfetto per un pubblico olandese esigente e grande consumatore.