Consiglio convocato al solito alle 17.30, ma seduti tra i banchi ci sono solo quelli della minoranza. L’attesa si fa lunga, forse anche troppo. Passano 52 minuti prima che la maggioranza varchi la soglia della sala consiliare. Sono le 18.22.
Le facce non sono affatto distese e con tono perentorio il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi, prova a dare il via alle interpellanze mentre Pd e company solo ancora in piedi a parlare.
Rolandi furioso
Il tono è di chi vorrebbe solo sbattere la porta e andare a casa. Il che conoscendo il pacato Rolandi fa già capire tante cose. C’è il tempo di seguire una sola interpellanza, prima che il presidente apra ufficialmente il Consiglio in quel di strada Comunale di Mirafiori. Ma seppur di due minuti appena, è passata l’ora prevista dal regolamento. E l’opposizione, che non vedeva l’ora, comincia ad attaccare.
Cosa succede
Il consiglio viene annullato, o almeno così sembra. Tutti fuori in capigruppo. Alle 18.50, però, ecco il colpo di scena: il Consiglio riprende con l’appello e le comunicazioni del presidente e dei coordinatori. Poi altro colpo di scena: si torna indietro e si riprende con le interpellanze che sembravano rinviate. Solo una, però.
La surroga della discordia
Ma il vero nodo della questione è un altro: ossia l’ultimo punto all’ordine del giorno su cui la maggioranza pare spaccata. E non da ieri. Nel mirino la surroga dei coordinatori della Quinta e Sesta commissione (vacanti da un bel po’) e la costituzione della sottocommissione “Giovani e istruzione” con la nomina della consigliera di Sinistra Ecologista, Elena Variara.
Niente accordo
Punto ritirato, come dichiarato da Rolandi stesso incalzato dalla consigliera M5S, Rita Grimaudo. Ritirato a data da destinarsi per un motivo semplice ed evidente: manca l’accordo sui nomi (Massimo Sola per Sport e Cultura e Stefania Pisano per l’Ambiente solo le proposte del banco). Così Rolandi, che pensava di aver trovato l’accordo al tavolo con i suoi 13 apostoli, è costretto a mandare giù un altro boccone amaro.
Tradito - lo diciamo senza voler offendere nessuno - da lista civica per Torino e lista civica La Piazza secondo cui questo matrimonio proprio non s’ha da fare. Tutto da rifare, insomma. Ancora una volta.
Chiamata in causa, però, la consigliera Pisano ha respinto totalmente le accuse. "La maggioranza non è spaccata, il disaccordo non è sui nostri nomi ma semmai sul metodo che è stato utilizzato fino ad oggi. Mi sono anche confrontata con Massimo (Sola ndr) e con il Pd non abbiamo alcun problema".