Humanitas | 12 febbraio 2026, 15:35

Ecografia neurologica nel bambino: cos’è e a cosa serve in età pediatrica

Ne parliamo con il dottor Gianpaolo Di Rosa, medico radiologo specializzato in ecografie pediatriche presso Clinica Sedes Sapientiae

Ecografia neurologica nel bambino: cos’è e a cosa serve in età pediatrica

Identificare precocemente eventuali deficit nello sviluppo nei primi mesi di vita del bambino consente di intervenire prima che compaiano segni clinici evidenti di malattie congenite, cioè presenti dalla nascita. L’ecografia neurologica, con l’ecografia cerebrale e midollare, è una particolare ecografia che studia il sistema nervoso centrale del bambino nei primi mesi di vita.

Ne parliamo con il dottor Gianpaolo Di Rosa, medico radiologo specializzato in ecografie pediatriche presso Clinica Sedes Sapientiae.

Cos’è e a cosa serve l’ecografia neurologica in età pediatrica?

L’ecografia neurologica pediatrica è una particolare ecografia che può essere eseguita solo nei primi mesi di vita del bambino e che usa innocue onde sonore per lo studio del sistema nervoso centrale, in particolare attraverso ecografia cerebrale ed ecografia midollare. Molte patologie congenite, cioè presenti dalla nascita, del sistema nervoso, non danno segni evidenti nei primi mesi di vita, ma possono manifestarsi più avanti, quando il bambino inizia a camminare, a parlare e a sviluppare le proprie abilità.

In molti casi, gli esami di diagnosi prenatale effettuati dai ginecologi durante la gravidanza indicano già la presenza di condizioni fetali che richiedono controlli mirati nel periodo post-natale. Infatti, se non diagnosticate per tempo, il bambino può presentare deficit neurologici anche importanti, difficili da prevenire. L’ecografia neurologica nei primi mesi di vita del bambino oltre a permettere una diagnosi precoce di patologie congenite, aiuta a selezionare in modo appropriato i casi che necessitano di ulteriori approfondimenti e contribuisce in modo decisivo alla prevenzione di deficit neurologici che possono emergere con la crescita.

In questo contesto, l’ecografia è considerata la metodica di imaging di prima scelta in ambito pediatrico perché non utilizza radiazioni ionizzanti, non richiede sedazione né anestesia, è ben tollerata nei bambini molto piccoli. Quando eseguita da operatori esperti, l’ecografia consente di ottenere informazioni molto dettagliate, in particolare sulle patologie congenite.

Ecografia cerebrale: come si esegue e cosa valuta

L’ecografia cerebrale si esegue sfruttando le cosiddette finestre acustiche, rappresentate dalle fontanelle ancora aperte del neonato, che rimangono normalmente accessibili fino al primo anno di vita. Attraverso le fontanelle, le onde sonore dell’ecografia consentono di esplorare in modo accurato:

  • il parenchima cerebrale;
  • il sistema ventricolare;
  • la circolazione del liquor all’interno del cervello.

Questo permette di individuare eventuali alterazioni che possono avere un impatto rilevante sullo sviluppo neurologico del bambino.

Ecografia midollare: quando è indicata?

L’ecografia midollare, cioè del midollo spinale, rappresenta un altro ambito di grande precisione diagnostica. È particolarmente utile nello studio di alcune stigmate cutanee, che possono essere il segnale di alterazioni più profonde. Un esempio tipico è la presenza di una fossetta pilonidale (o sacro-coccigea) – localizzata alla fine della schiena, sopra il sacro, in genere innocua – che in alcuni casi può essere associata a anomalie del midollo o delle strutture vertebrali.

L’ecografia midollare consente di esplorare il contenuto del canale vertebrale, cioè il midollo spinale, e valutare le strutture vertebrali. Grazie a queste informazioni, è possibile stabilire con precisione se sia necessario procedere con esami di secondo livello, come la risonanza magnetica, che risultano più impegnativi sia per il medico sia per il piccolo paziente.

Come si svolge l’ecografia neurologica?

Durante l’ecografia neurologica, un genitore è normalmente presente accanto al bambino. Questo rappresenta una differenza significativa rispetto ad altre indagini radiologiche, nelle quali la presenza del genitore può non essere consentita per motivi di sicurezza o di gestione dell’esame.

Durante l’ecografia il bambino non viene mai sedato ma si utilizzano tecniche di contenimento – ad esempio il bambino può essere trattenuto dal genitore – e di persuasione, basate sulle competenze comportamentali del medico, che coinvolgono anche il genitore.

I.P.

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