Sabato 21 febbraio Cascina San Nazario di Bibiana festeggerà i primi vent’anni di attività agrituristica con una cena a buffet. Un traguardo di un percorso però ancora più lungo, iniziato molto prima, tra le mura di una cascina che porta inciso, su una trave in legno, l’anno 1828.
Immersa nella campagna a metà strada tra il letto del torrente Pellice e il centro del paese, sotto il suo caratteristico portone di accesso sono passate prima generazioni di agricoltori e, ora, di amanti della buona cucina, della carne lavorata con cura e degli allevamenti attenti al benessere animale.
Le radici di una Cascina salvata dal tempo
Oltre al 1828 c’è un altro anno dipinto sul portone di accesso: è il 1984, anno in cui Claudio Allasia acquistò quello che era un rudere circondato da un frutteto. Cascina San Nazario compariva già nei mappali storici di Bibiana e prendeva il nome dal Santo a cui è dedicata la cappella poco distante.
“Facevo l’odontotecnico, ma cercavo una cascina dove andare a vivere e tenere il mio cavallo. San Nazario era un rudere in mezzo ai frutteti, come ce n’erano tanti in campagna, ma le sue caratteristiche mi convinsero subito” ricorda Allasia. La posizione era quella giusta: appena fuori dal paese, ma a due passi dal centro. E poi la struttura, tipica delle cascine piemontesi, con il casolare per gli attrezzi, il fienile e una grande cantina, testimonianza di quando Bibiana era terra di vigneti.
Durante i lavori di ristrutturazione emerse un dettaglio che rafforzò il legame con il passato: su una trave comparve, stampata a fuoco, la data di costruzione. Prima della realizzazione della strada provinciale, nei dintorni sorgevano altre due cascine simili, più o meno nate negli stessi anni, ma poi demolite per far spazio a nuove zone residenziali. San Nazario, invece, è rimasta.
Dall’hobby all’impresa agricola biologica
Alla fine degli anni Novanta arrivò la svolta. Nel 1999 iniziò l’allevamento dei bovini che ottenne la certificazione biologica nel 2005. Nel 2006 le porte si aprirono agli ospiti: nacque l’Agriturismo Cascina San Nazario. Nel 2019 si aggiunse l’Agrimacelleria.
Questa evoluzione è legata al percorso di Andrea Allasia, che dopo gli studi in agraria a Lombriasco e Osasco e la specializzazione in lavorazione della carne all’AgenForm di Moretta decise di portare avanti l’azienda: “Il mio obiettivo era continuare a lavorare tutti assieme” afferma. Lui può contare infatti sull’affiancamento del padre, mentre sua madre, Laura, è il riferimento della cucina e la moglie Roberta segue sala, negozio e comunicazione.
“Siamo uno dei rari esempi nel nostro settore di azienda a ciclo chiuso – aggiunge Andrea –: abbiamo l’allevamento, il macello e ci occupiamo direttamente della lavorazione della carne che poi vendiamo in negozio e serviamo in agriturismo. Questo ci permette di garantire un alto livello di benessere animale e di conseguenza di qualità del prodotto”.
Dal campo alla tavola
L’impostazione dell’azienda si riflette nella proposta gastronomica. “Ad eccezione del pane e del vino, tutto ciò che viene servito è prodotto da noi” precisa Andrea. Tra i piatti più richiesti figurano la battuta al coltello e gli agnolotti preparati da Laura secondo la ricetta della nonna. Anche insaccati e pasta fresca nascono all’interno della Cascina.
La cucina è dichiaratamente casalinga: “Infatti quello che prima mia madre preparava per noi ora viene servito a tavola per tutti” sorride Andrea. Il loro è un modello che integra allevamento, trasformazione e ristorazione in un unico percorso produttivo.
Per festeggiare assieme i suoi primi 20 anni, l’agriturismo Cascina San Nazario ti aspetta sabato 21 febbraio con la cena a buffet. In menù: misto di antipasti, i tradizionali agnolotti, carrello di bollito misto e salse, assaggio di dolci. Costo: 25 euro compresi acqua, vini in bottiglia, caffè e spumante per il brindisi. Prenotazioni al numero: 0121 55247.