Per quasi otto anni una villa nel cuore del Canavese non è stata solo una residenza privata, ma il fulcro di un sistema di sfruttamento metodico. Un giro d'affari basato sul corpo di almeno dieci donne, costrette a muoversi tra feste apparentemente esclusive, consumo di droga e stanze allestite ad hoc per incontri a pagamento.
Il sistema dei "compensi" e l'affitto settimanale
L'indagine, condotta dai Carabinieri di Ivrea e coordinata dalla Procura locale, ha scoperchiato un meccanismo ben oliato. Il padrone di casa, un italiano di 59 anni, utilizzava i siti d'incontro per reclutare le donne, per lo più di origine sudamericana. Una volta arrivate alla villa, il copione era lo stesso per tutte: l'uomo individuava i clienti e gestiva gli appuntamenti, ma pretendeva una quota su ogni prestazione. Non solo: le donne erano costrette a pagare un vero e proprio "affitto" settimanale per occupare le stanze della struttura.
Droga e violenza tra le mura domestiche
A rendere ancora più cupo il quadro è il coinvolgimento di un secondo uomo, un trentunenne, accusato di spacciare crack e cocaina all'interno della villa. La droga non era un elemento di contorno, ma parte integrante delle serate, consumata regolarmente durante gli incontri con i clienti.
L'aspetto più drammatico emerso dalle indagini riguarda però il trattamento riservato all'ex compagna dell'indagato. La donna, vittima di maltrattamenti e violenze, era stata spinta a prostituirsi già dal 2017, consegnando all'uomo gran parte dei propri guadagni.
Una sottomissione che andava avanti da anni, consumata nel silenzio di una dimora che nascondeva, dietro i cancelli, una "stanza dell'amore" scoperta dai militari durante la perquisizione dello scorso marzo.
I provvedimenti
L'inchiesta si è chiusa con l'emissione di una misura cautelare: per il cinquantanovenne è scattato l'obbligo di dimora in un comune del Canavese, mentre il complice trentunenne è stato denunciato a piede libero per detenzione di stupefacenti. Finisce così un business costruito sulla fragilità e sul ricatto, che per quasi un decennio ha trasformato una casa privata in un hub dell'illegalità.