Sanità - 19 febbraio 2026, 18:30

Asl To3: la terapia intensiva oltre la tecnica, il progetto "Ri-Animali" con Aslan diventa best practice regionale

Cecilia la Golden Retriever da un anno varca regolarmente le soglie della Rianimazione di Rivoli è il pilastro del progetto

In un contesto sanitario dove l'alta complessità tecnologica rischia spesso di sovrastare la componente umana della cura, la S.C. Anestesia e Rianimazione dell'Ospedale di Rivoli, diretto dal primario Dott. Michele Grio, segna un punto di svolta. Il progetto "Ri-Animali", nato come coraggiosa sperimentazione per introdurre gli Interventi Assistiti con Animali (IAA) nel reparto più critico dell'ospedale, supera la fase pilota e si consolida come modello strutturale, forte di un finanziamento specifico erogato dalla Regione Piemonte. Questo riconoscimento istituzionale non è solo un atto amministrativo, ma la certificazione di una visione: quella sostenuta fin dagli esordi dal Direttore Generale dell'ASL TO3, Dott. Giovanni La Valle, convinto che l'eccellenza medica debba necessariamente coniugare le più avanzate tecnologie life-saving con una profonda empatia assistenziale. 

PRESTIGIO ISTITUZIONALE E CONTINUITÀ OPERATIVA 
A garantire l'eccellenza delle procedure è la partnership consolidata con l'Associazione Aslan. In questa nuova fase, il progetto acquisisce un ulteriore valore aggiunto grazie al ruolo della Dott.ssa Antonia Tarantini, Presidente di Aslan, recentemente nominata Componente effettivo della Commissione per gli Interventi Assistiti con Animali della Regione Piemonte come rappresentante degli enti. Questo incarico proietta il "Modello Rivoli" in una dimensione di riferimento regionale, allineando le procedure locali ai più alti standard normativi. 

SECONDA INAUGURAZIONE ALLA PRESENZA DELL'ASSESSORE MARRONE 
In questo importante traguardo c’è stata la partecipazione dell’Assessore regionale alle Politiche Sociali e dell’integrazione socio-sanitaria, Maurizio Marrone, a testimonianza del valore sociale e dell'impatto trasversale che il "Modello Rivoli" riveste per l'intero sistema di welfare e cura della Regione Piemonte che dichiara “Con questo progetto siamo orgogliosi di potenziare le azioni di pet therapy nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Rivoli. In questo campo Aslan è una garanzia, avendo già dimostrato come gli interventi assistiti con gli animali producano un oggettivo beneficio di carattere terapeutico per i pazienti”. 

IL PROTOCOLLO "ZERO RISCHI": LA VALIDAZIONE SCIENTIFICA 
Il rinnovo del progetto poggia su basi scientifiche solide, frutto di oltre un anno di rigoroso monitoraggio "bed-side". La sfida principale era dimostrare la compatibilità tra la presenza di animali e i severi standard di sterilità di una Terapia Intensiva. I dati raccolti sono inequivocabili e disarmano ogni scetticismo: non si è registrato alcun aumento delle infezioni nosocomiali né alcuna variazione qualitativa nella tipologia dei patogeni isolati in reparto. Questo risultato conferma la totale sicurezza biologica del protocollo applicato. La sorveglianza igienicosanitaria, gestita in stretta sinergia tra medici veterinari e personale ospedaliero, ha dimostrato che è possibile umanizzare le cure intensive senza comprometterne la sicurezza clinica, rendendo gli IAA una pratica sicura anche nei setting più delicati. 

DALLA CURA ALL'ALLEANZA TERAPEUTICA: IL RAZIONALE CLINICO 
L'ingresso dell'équipe a quattro zampe nel reparto risponde a precisi obiettivi neuro-cognitivi e psicologici, andando ben oltre il semplice supporto emotivo. L'interazione con l'animale agisce come potente modulatore dello stress, favorendo la riduzione dell'ansia e della percezione del dolore nei pazienti. Particolarmente rilevante è l'impatto sui pazienti in fase di weaning respiratorio (svezzamento dalla ventilazione meccanica), per i quali la presenza del cane funge da stimolo cognitivo e motorio fondamentale per il recupero. Il beneficio si estende in modo circolare all'intero ecosistema della Rianimazione: per lo staff medico e infermieristico, l'interazione rappresenta un essenziale momento di decompressione emotiva, utile alla prevenzione del burnout professionale. Parallelamente, il progetto rafforza l'alleanza terapeutica con i familiari, che percepiscono l'ambiente come più accogliente, riducendo le tensioni legate alle lunghe attese e all'incertezza clinica. 

CECILIA: IL PILASTRO DELLA CONTINUITÀ 
Se il progetto oggi è una realtà consolidata, lo si deve in gran parte a Cecilia, una splendida Golden Retriever che da un anno varca regolarmente le soglie della Rianimazione di Rivoli. Cecilia non è solo una "co-terapeuta", ma il vero pilastro della continuità operativa: con la sua estrema mitezza e la sua esperienza, ha accompagnato decine di pazienti nel delicato percorso di svezzamento dalla ventilazione meccanica. Il suo lavoro costante ha permesso di affinare i protocolli di interazione, rendendola un punto di riferimento insostituibile non solo per i degenti, ma per l'intera équipe medica che in lei vede una collega a tutti gli effetti. 

UN PASSAGGIO DI TESTIMONE: L’EREDITÀ DI NOAH E L'ARRIVO DI WOODY 
Il rilancio del progetto si lega al ricordo di Noah, il Golden Retriever colonna portante della fase pionieristica, recentemente scomparso, che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del reparto. Oggi, a raccogliere questa importante eredità e ad affiancare la veterana Cecilia, arriva Woody, un Pastore Australiano di 8 anni. Insieme, Cecilia e Woody garantiranno la prosecuzione di quel "ponte affettivo" fondamentale per il recupero neuro-cognitivo dei pazienti, confermando il "Modello Rivoli" come eccellenza e riferimento per l'intera Sanità piemontese

comunicato stampa