Il simbolo della Napoli settecentesca esposto fino al 22 marzo al Museo Accorsi Ometto. Parliamo della Corona di re Carlo III di Borbone, sovrano della città partenopea dal 1735 al 1759.
"Si tratta di una riproduzione dell’originale che è andata perduta nel 1799 e probabilmente smontata e regalata al comandante Nelson che aveva portato al sicuro i tesori della famiglia Borbone dall’arrivo dei Giacobiti - spiega il direttore Luca Mana -. Per noi questa è un’operazione ad alto valore storico, non essendo la corona originale".
Il manufatto originale creato da orafi fiorentini era caratterizzato dalla celebra pietra Farnese, un diamante viola appartenuto alla nobile famiglia di Parla e che andò perduto nello smembramento della corona, usata per l’incoronazione di Carlo Re di Sicilia nel Duomo di Palermo nel 1735.
"Si tratta di un oggetto che rappresenta un periodo storico felicissimo per il regno di Napoli e che ci ricorda l’importanza dei Borbone per la città, Carlo III avvia infatti una grande stagione di valorizzazione dell’Università e delle manifatture di partenopee".
La riproduzione realizzata dal Centro Orafo Tarì presenta come l’originale una base in argento dorato su cui sono state incastonate più di 300 cubic zirconia e un'ametista.
In prestito al Museo torinese fino a fine marzo, rientrerà a Napoli nella preziosa collezione del Tesoro di San Gennaro.