Trasformare l'eccellenza scientifica in una capacità industriale, quindi scalabile. Ecco l'obiettivo del Piano strategico 2026-2030 dell'Istituto italiano di intelligenza artificiale AI4I, documento presentato questa mattina alle Ogr in occasione della prima edizione del Forum nazionale di Intelligenza artificiale per l'industria.
Grande responsabilità per un lavoro difficile
"Abbiamo una grande responsabilità e dobbiamo essere consapevoli della difficoltà del lavoro che ci viene affidato - commenta il presidente di AI4I, Fabio Pammolli -. L'intelligenza artificiale non è una moda, ma è la corrispondenza della dinamo nelle precedenti rivoluzioni industriali. Lavoriamo su verticali che ci permetteranno di non essere spazzati via, se sapremo posizionarci all'interno di nicchie rilevanti che siano fondamentali per il mondo industriale". "Siamo nati nel luglio del 20024 - prosegue - e in questo periodo il 2026 diventa l'anno della prima attuazione piena del nostro lavoro".
"Non volevamo reinventare la ruota - prosegue Pammolli -, ma abbiamo voluto agire riducendo i costi fissi e mettendo a punto la macchina aziendale, a cominciare dai regolamenti e dal piano finanziario".
Cinque anni di progetti e due percorsi
Il piano strategico di AI4I si pone innanzitutto due direttrici da seguire: accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nei settori produttivi e rafforzare la capacità nazionale di sviluppare e produrre tecnologie IA. La prima direttrice vuole rendere l’intelligenza artificiale parte dei processi ordinari delle imprese, mentre la seconda riguarda la costruzione di competenze e soluzioni proprietarie, così da consolidare una base tecnologica autonoma e duratura.
Sei unità operative
Saranno sei le unità operative integrate: Research, Development & Engineering, AI Foundry, System User Knowledge (SUK), Institute for Advanced Study (IAS), Academy e StartGarden. Il centro di Research, Development e Engineering produce conoscenza applicata; la Foundry fornisce l’infrastruttura tecnica; il SUK (già presentato nelle scorse settimane in occasione di un evento ad hoc insieme alla Camera di Commercio di Torino) connette imprese e soluzioni; lo IAS alimenta la ricerca di frontiera; l’Academy diffonde competenze operative; StartGarden accompagna la valorizzazione imprenditoriale.
Il centro è inoltre composto da Laboratori di ricerca e sviluppo, Deployment Unit e unità di ingegneria. I laboratori sviluppano modelli e prototipi e costruiscono asset riusabili come dataset e procedure di validazione, che consentono di riutilizzare i risultati in progetti successivi. Ad oggi sono già stati definiti 10 laboratori distribuiti nelle aree applicative dell’automazione, robotica avanzata, sistemi autonomi, ottimizzazione dei prodotti e dei processi, ciclo del software e cybersecurity. La Deployment Unit accompagna l’integrazione nei sistemi aziendali, occupandosi anche di test e messa in esercizio. Le unità di ingegneria standardizzano strumenti e gestione del ciclo di vita dei modelli, trasformando i prototipi in soluzioni stabili e mantenibili. La combinazione delle tre funzioni consente il passaggio strutturato dal prototipo all’implementazione industriale.
Un supercalcolatore da 5 Pentabyte
Particolare attenzione merita la Foundry, che è la piattaforma HPC dedicata all’intelligenza artificiale e che - con un totale di 148 GPU nvidia di ultima generazione e circa 10 milioni di CAPEX – si colloca tra le maggiori macchine disponibili in Italia. Un vero supercomputer Per i più tecnici, la macchina ha una partizione ottimizzata per AI, con 80 nvidia Blackwell e una partizione ottimizzata per HPC con 68 nvidia H200 e un’unita di storage da 5 Petabyte. Alla capacità dell’hardware si aggiunge un team di esperti che supporta gli utilizzatori nell’utilizzo ottimale. Foundry è ovviamente uno strumento di lavoro indispensabile per i laboratori di AI4I, che la utilizzano sia per la ricerca interna sia per i progetti con le imprese. Ma è anche aperta ai produttori del SUK che ottengono un accesso privilegiato, al mondo accademico, alle aziende esterne ed alle startup. La macchina sarà accesa entro la prima metà di marzo con l’obiettivo di raggiungere una saturazione ~80% entro i prossimi due anni.
Il Suk, come detto, è invece una piattaforma che punta a mappare e fare incontrare le tecnologie AI a disposizione e le necessità delle aziende del territorio, soprattutto le pmi. Una prima massa critica è stata raggiunta a inizio 2026: 92 produttori e 124 soluzioni disponibili.
Conoscenza, formazione e startup
Tre unità completano la catena operativa. L’Institute for Advanced Study promuove iniziative scientifiche e favorisce l’attrazione di ricercatori e talenti internazionali. L’Academy sviluppa competenze professionali e manageriali necessarie all’adozione operativa dell’intelligenza artificiale. StartGarden supporta la nascita e la crescita di startup e spin-off e la valorizzazione economica dei risultati della ricerca. Insieme collegano produzione scientifica, competenze organizzative e sviluppo imprenditoriale, permettendo alla tecnologia di essere adottata e trasformata in attività economica.
Quali sono i tempi
La prima direttrice riguarda il rafforzamento della ricerca: nel 2026 è previsto l’ingresso a regime delle prime unità e il potenziamento della struttura di trasferimento tecnologico e deployment, con una crescita progressiva della scala fino a circa 30 laboratori di R&S negli anni successivi. Parallelamente viene indicato un obiettivo di sostenibilità economica basato su ricavi esterni: una prima soglia intermedia attorno ai 4 milioni di euro e, nel medio-lungo periodo, il superamento dei 10 milioni.
Sul piano infrastrutturale la milestone centrale è la AI Foundry: nel 2026 entreranno in esercizio l’HPC e la piattaforma operativa, mentre nel 2027 è prevista l’integrazione con la traiettoria europea della Gigafactory, a garanzia di scalabilità e coerenza con i programmi comunitari. In parallelo cresce il ruolo del sistema di matching SUK, che passa da obiettivi iniziali di stabilità operativa al traguardo di oltre 200 collaborazioni l’anno e a ricavi ricorrenti nell’ordine di circa 1,3 milioni annui.
La roadmap include infine obiettivi di sistema: consolidamento dello IAS come infrastruttura di confronto scientifico continuativo e attivazione delle componenti di ecosistema — Academy e StartGarden — dalla formazione alla nascita di spin-off fino ai primi round di finanziamento, con l’obiettivo di coprire l’intera filiera che va dalla ricerca alla valorizzazione industriale dei risultati.