Economia e lavoro - 20 febbraio 2026, 15:19

Mesotelioma pleurico, nuove prospettive con la doppia immunoterapia

Il mesotelioma pleurico continua a far paura ma ci sono nuove prospettive con la doppia immunoterapia. È in corso lo studio CHECKMATE 743 che cambia lo scenario terapeutico. ‘Dobbiamo proseguire nella ricerca scientifica, perché anche il mesotelioma deve essere sconfitto e comunque debbono essere assicurate le migliori cure e chance terapeutiche ai pazienti, purtroppo in continuo aumento. L’Osservatorio Nazionale Amianto proseguirà il suo impegno con il Dipartimento Terapia e Cura del mesotelioma’ -così dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

L’analisi dello studio di fase 3 evidenzia un miglioramento significativo della sopravvivenza con nivolumab più ipilimumab rispetto alla chemioterapia tradizionale. L’Osservatorio Nazionale Amianto: “Ricerca e prevenzione restano priorità assolute”.

La doppia immunoterapia con nivolumab e ipilimumab potrebbe rappresentare un nuovo standard di cura per il mesotelioma pleurico maligno non precedentemente trattato. È quanto emerge dall’analisi ad interim dello studio di fase 3, CheckMate 743. Gli scienziati hanno quindi valutato l’efficacia della combinazione immunoterapica rispetto alla chemioterapia tradizionale a base di pemetrexed e cisplatino o carboplatino.

Ciò è confermato dal Dott. Pasquale Montilla, oncologo clinico, consulente dell’ONA, e dal Dott. Arturo Cianciosi, medico legale, clinico e componente del Direttivo Nazionale dell’ONA. 

Il mesotelioma pleurico è una neoplasia aggressiva, strettamente correlata all’esposizione ad amianto, con una prognosi ancora oggi severa. L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA APS), da anni impegnato nella tutela delle vittime e nella promozione della ricerca scientifica, sottolinea l’importanza di ogni progresso terapeutico in un ambito in cui le opzioni di cura sono state per lungo tempo limitate
 

Cosa ha dimostrato lo studio

Lo studio CheckMate 743 ha coinvolto 605 pazienti con mesotelioma pleurico al trattamento, assegnati in modo casuale (1:1) a ricevere la combinazione nivolumab più ipilimumab per un massimo di due anni oppure la chemioterapia standard fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile. La sperimentazione è stata finanziata da Bristol-Myers Squibb.

I risultati principali mostrano un miglioramento significativo della sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) mediana nel gruppo trattato con doppia immunoterapia rispetto alla chemioterapia: 18,1 mesi contro 14,1 mesi, con un hazard ratio pari a 0,74 (P=0,0020).

Il beneficio in termini di sopravvivenza complessiva è risultato sostanzialmente sovrapponibile nei sottotipi istologici epitelioidi (18,7 mesi) e non epitelioidi (18,1 mesi), dato particolarmente rilevante considerando che i tumori non epitelioidi sono tradizionalmente associati a prognosi peggiore.

Non sono emerse differenze significative nella sopravvivenza libera da progressione (PFS) tra i due bracci di trattamento. Tuttavia, la durata mediana della risposta è risultata superiore con nivolumab più ipilimumab, pari a 11 mesi, rispetto ai 6,7 mesi osservati con la chemioterapia. A 24 mesi, il 32% dei pazienti trattati con doppia immunoterapia aveva ottenuto una risposta, contro l’8% della chemioterapia.

Sicurezza e tollerabilità

Per quanto riguarda il profilo di sicurezza, i tassi complessivi di eventi avversi correlati al trattamento sono risultati simili nei due gruppi. Tuttavia, la combinazione nivolumab più ipilimumab ha mostrato una maggiore incidenza di eventi avversi seri di grado 3 o 4 rispetto alla chemioterapia (15% contro 6%).

Questi dati confermano la necessità di un’attenta selezione dei pazienti e di un monitoraggio clinico rigoroso, pur in presenza di un beneficio significativo in termini di sopravvivenza.

Il ruolo dell’ONA e l’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni

L’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce che ogni avanzamento terapeutico rappresenta un segnale di speranza per le migliaia di lavoratori e cittadini esposti all’amianto, spesso inconsapevolmente, e oggi colpiti da patologie asbesto-correlate.

L’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, da anni impegnato nella difesa legale delle vittime e nella promozione della prevenzione primaria e secondaria, sottolinea come la ricerca scientifica debba procedere parallelamente alla bonifica dei siti contaminati e al riconoscimento dei diritti delle persone colpite. L’ONA sostiene l’importanza della diagnosi precoce, della sorveglianza sanitaria per gli esposti e dell’accesso tempestivo alle terapie più innovative.

Per chiedere informazioni sulle nuove terapie mesotelioma si può scrivere all’osservatorioamianto@gmail.com oppure scrivere attraverso il sito ONA, ovvero chiamando il numero verde 800 034 294
 

Prospettive future

I risultati dello studio CheckMate 743 suggeriscono che la doppia immunoterapia di prima linea potrebbe modificare l’approccio terapeutico al mesotelioma pleurico, offrendo un beneficio concreto in termini di sopravvivenza globale e durata della risposta.

Resta fondamentale, tuttavia, agire a monte della malattia: la prevenzione dell’esposizione all’amianto, la mappatura e bonifica dei siti contaminati, e il rafforzamento dei programmi di sorveglianza sanitaria restano, secondo l’ONA, strumenti imprescindibili per ridurre l’incidenza del mesotelioma nei prossimi anni.

Prosegue intanto l’azione di tutela delle vittime e dei loro familiari, anche per il risarcimento dei danni amianto.