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Cultura e spettacoli | 20 febbraio 2026, 19:47

Riccardo Scamarcio in Piemonte sul set de I figli della scimmia di Tommaso Landucci: "La sua regia è un paradiso"

Da Torino a Carmangola, cinque settimane di riprese. Un film sulla famiglia che vede nel cast anche i giovani piemontesi Tancredi Naldini e Andrea Aggio

Riccardo Scamarcio torna sui set piemontesi con "I figli della scimmia"

Riccardo Scamarcio torna sui set piemontesi con "I figli della scimmia"

Sono quasi terminate le riprese in Piemonte de “I figli della scimmia”, primo lungometraggio di Tommaso Landucci con una sceneggiatura scritta a quattro mani insieme a Damiano Femfert.

“Oggi sono padre e il film è nato anche dalla paura di diventare genitori- spiega Landucci  -. Vengo da una famiglia che non mi hanno fatto mancare niente, ci hanno sempre dato molto, sacrificandosi quasi. Nel pensare di avere un figlio mi chiedevo se sarei stato in grado di fare altrettanto. Il film è nato per colmare questo timore”.

“Il titolo in origine era L’erede - aggiunge il regista -. Poi ho trovato una favola di Esopo dal titolo I figli della scimmia: una scimmia ha due figli, uno lo ama, l’altro lo detesta. Credo che dia una sfumatura maggiore a quello che è il tema del film”.

Il cast 

Nel cast Riccardo Scamarcio, nel ruolo anche di co-produttore, Fausto Russo Alesi e Cristina Odasso. 

Ho letto il copione e sono rimasto molto colpito - commenta Scamarcio - Ho trovato una storia che racconta la vicenda di un padre, Dario, con un figlio affetto da una patologia importante, traslata sull’ossessione per il nipote che invece è sano. È un modo di raccontare una paternità particolare senza morbosità, con grandissimo rispetto. Ho pensato che potesse essere un piccolo gioiello, dove si racconta anche una famiglia. Queste cose sono una possibilità con una potenza vitale, il dolore diventa strumento per trascendere la realtà e quindi accedere a un livello più alto della nostra esistenza”.

 A vestire i panni del figlio con disabilità è il Andrea Aggio, 12 anni da compiere a giugno, originario di Rivoli e realmente affetto da questa patologia.

Andrea ha una disabilità importante, ma parliamo tutti i giorni sul set ed è di una ricchezza incredibile - aggiunge Scamarcio -. È davvero amore con lui, come se fosse mio figlio. Ti obbliga all’interazione e alla comunicazione che è il tema del film. È una cosa che ci pone tutti in ascolto. Per la me la regia di Tommaso è una specie di paradiso. Poche inquadrature, macchina ferma. Stiamo girando anche in pellicola, una scelta coraggiosa. Quando lavori con la pellicola la scena diventa sacra”. 

Nel film interpreto Roberto, fratello di Dario - racconta Alesi - è un membro della famiglia che si trova a gestire i rapporti con il figlio adolescente e il rapporto conflittuale che si trova ad affrontare con il fratello. Ho amato molto questo progetto dalla prima lettura, credo sia un progetto che ti chieda di sciogliere dei nodi. In ogni momento la vita ti mette di fronte a delle prove per amore sei chiamato a superarle queste prove, il mio è un personaggio che si trova dentro a questo percorso. La famiglia è un luogo dove ci rifugiamo e dove speriamo di ritrovare le persone che amiamo. Luoghi in cui speriamo di trovare il nostro conforto”.

“Linda è la moglie di Fausto - aggiunge Odasso - ho trovato la sceneggiatura scritta con tanta grazie e delicatezza. Credo sia un film possa parlare alla generazione nostra e anche a quelle future e passate. Parla di rapporto umani tra famiglie, indaga l’argomento dell’invidia e delle competizioni non dette. Tommaso è un regista molto meticoloso, alla ricerca della verità, non puoi mentire con lui. Sono madre di tre figlie, facendo questa madre un po’ pesantuccia, mi ritrovo nel proiettare le mie fantasie e le mie ambizioni sui figli. È un film in cui il pubblico si potrà riconoscere”.

Nel cast anche il giovane torinese, Tancredi Naldini, che a 14 anni affronta il suo primo set dopo aver mosso i primi passi nella recitazione all'Accademia dei Folli: "Ci divertiamo tantissimo, c’è una bella intesa con tutti". 

Le location

Il film è prodotto grazie al supporto di Film Commission e fino a domani la troupe girerà in Piemonte. Per cinque settimane il set ha coinvolto diverse location nel centro città di Torino, tra cui corso Inghilterra, via Onorato Vigliani, il parco del Valentino, e diversi comuni della provincia tra cui Carmagnola, Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana. 

Si tratta di un film molto delicato, calato sul territorio. Il Piemonte ci ha accolto con grande attenzione sin dalle prime fasi” spiegano dalla troupe. 

“Personalmente conosco molto bene il Piemonte - aggiunge Tommaso Landucci -. Sono un biatleta mancato, venivamo qui spessissimo. Conoscendolo credo di poterlo raccontare meglio, poi mi sembrava organico per la storia".

“Come sempre si cerca di implementare la visione del regista - commenta il produttore Daniele Manca -. Ed è sempre stato per Tommaso molto importante il contesto in cui avveniva la storia. Tutte queste sfumature possono nascere in un contesto che le contiene e amplifica, per noi era importantissimo venire in Piemonte.

Torino la mia città natale, sono onorata di lavorare insieme a tutto il cast” aggiunge Odasso. 

“Sono molto legato al Piemonte perché ho girato diversi film qui e ho fatto cose importanti a livello teatrale. Per me è una grande gioia tornare” spiega Alesi.

“Torino la conosco benissimo, ci ho fatto tanti film - commenta Scamarcio -. È una città molto accogliente. Al netto che non hai molto tempo quando giri dei film, sono stato al Museo egizio, un posto pazzesco, poi sono ghiotto di gianduiotti, ma anche del cibo e del vino di questa regione”.

Chiara Gallo

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